A proposito del Foglio AI

Abbiamo chiesto agli studenti universitari di rispondere a una domanda relativa al nostro Foglio AI, raccontandoci le loro impressioni e dando loro la possibilità di dare qualche suggerimento

Abbiamo chiesto agli studenti universitari di rispondere a una domanda relativa al nostro Foglio AI, raccontandoci le loro impressioni e dando loro la possibilità di dare qualche suggerimento. Se avete anche voi spunti, inviate 2000 battute a [email protected], le migliori risposte saranno pubblicate (qui a questo link trovate tutti gli articoli degli studenti pubblicati in questi mesi)
    


    

Sebbene la carta e la penna siano i mezzi di comunicazione più antichi e autentici, non bisogna però farsi ingannare dalla loro apparente immobilizzazione nel tempo. L’innovazione è il cuore della comunicazione e della diffusione dell’informazione; se non fosse così, non saremmo mai passati dal giornale stampato ai siti internet, né avremmo avuto le testate giornalistiche attive su tutte le piattaforme social. Questo progresso ha permesso di includere nella sfera dell’informazione anche i nativi digitali, che altrimenti sarebbero rimasti ai margini.
La creazione del Foglio AI è un ulteriore passo verso il progresso e l’innovazione. Nonostante l’intelligenza artificiale possa suscitare timori per la sua forza dirompente, l’esperimento del Foglio mantiene un approccio intellettuale tipico di un giornalista professionale e autentico.
Tuttavia, l’uso delle nuove tecnologie nel mondo dell’informazione deve evitare due grandi rischi: la disinformazione e la sovra informazione. Il maggior rischio è diffondere notizie in modo impreciso e scorretto. Il ruolo del giornalista in questo scenario diventa come quello di un pilota d’aereo, deve saper gestire i comandi e orientare l’AI nella direzione giusta. La scorretta identificazione dei comandi e delle istruzioni che vengono date all’intelligenza artificiale possono generare cattiva informazione.
Il progetto Foglio AI è affascinante e potrebbe spingersi ancora oltre, ad esempio includendo dei numeri relativi alla conoscenza dell’intelligenza artificiale stessa, come se l’AI prendesse il posto di un “intervistato”, per permettere ai lettori di conoscere e capire meglio la frontiera digitale a cui stiamo andando in contro.
L’esperimento del Foglio AI sarà sicuramente fonte di ispirazioni per altre testate giornalistiche, anche internazionali, che vorranno addentrarsi in questo mondo ancora sconosciuto, ma sarà fondamentale evitare la sostituzione integrale del giornalista con l’AI. Perché in fondo l’intelligenza non è artificiale.

Alessia Lapietra
corso di Laurea in Giurisprudenza. Università Bocconi di Milano
    


   

L’avvento dell’intelligenza artificiale costituisce un cambiamento del paradigma esistenziale dell’essere umano che, cullato dalla consapevolezza delle proprie capacità, interagisce in una competizione indirettamente stabilita con un soggetto tecnologico, alieno dalla concezione di sentimenti ma simultaneamente progettato al fine di forgiarli artificialmente. Il Foglio AI smuove la critica giornalistica mondiale identificandosi in qualità di strumento supplementare al lavoro intellettuale umano; dalla autocritica disamina dei propri pregi e difetti alla discussione sociologica circa la sfera di applicazione del termine patriarcato, l’intelligenza artificiale scrive di sé e del mondo attuale, facendo dubitare della propria natura non umana e divenendo una voce nuova, cui dare ascolto svincolandosi da pregiudizi anti-progressisti. L’iniziativa intrapresa da Il Foglio ha del provocatorio rispetto alla missione giornalistica che ne motiva la produzione quotidiana; eppure una simile volontà di scardinare l’ordinarietà di un giornalismo tradizionale, incline allo scetticismo rispetto alla sostituzione dell’inventiva editoriale umana, funge da stimolo a evolversi al fine di eludere l’anacronismo di individui evidentemente incatenati a polverose glorie passate. L’instabilità è un sentimento controverso e possibilmente disturbante, capace di interporsi in qualità di fattore minatorio della serenità spirituale dell’essere umano avvezzo all’abitudinarietà, e ugualmente in grado di farne vacillare le convinzioni più radicate. Il turbinio avanguardista che nasce e si auto-coltiva all’interno della serra di fioritura dell’intelligenza artificiale contribuisce ad ampliare il campo d’azione di quest’ultima, rendendo un organismo tecnologico di natura ausiliaria l’effettiva appendice di un’umanità pronta a reinventarsi. La nobiltà innovativa che motiva la pubblicazione di articoli concepiti dall’intelligenza artificiale si accosta a una critica costruttiva rispetto alla riduzione del bias cognitivo e a un’oggettività che si distacca da opinioni contrastanti a quella corrente. “E il giornalismo, invece” - come scrive l’AI in uno dei propri articoli - “ha bisogno anche di questo. Di contraddizione, di impertinenza, di rischio”.

Alice Di Terlizzi
bachelor in International Politics and Government, Università Bocconi