lettere al direttore
Cara Meloni, scegliere da che parte stare su Orbán non è difficile
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
11 APR 26

Foto ANSA
Al direttore - Dal 7 ottobre a oggi in Italia si è verificato un aumento esponenziale di antisemitismo. Si è discusso molto del disegno di legge sull’antisemitismo ma questa legge è la risposta necessaria, forse non sufficiente, a un’emergenza che ci riguarda come cittadini italiani. Sì perché un ebreo nato e cresciuto in Italia vive con una forte identità italiana e senso di appartenenza alla Repubblica, ma con un’altrettanta identità ebraica che la affianca. Siamo cittadini italiani che credono nei valori della nostra Costituzione. Crediamo che il Parlamento si debba impegnare anche per noi, perché la nostra identità ebraica possa rimanere tutelata. Come studentessa universitaria, insieme a tanti altri, negli ultimi due anni siamo stati abituati a ricevere rifiuti a nostre richieste di conferenze o incontri, anche quando il tema di Israele non era sul tavolo. Sono state cancellate borse di studio per ricerche su cultura e storia ebraica. Con le condizioni di precariato del nostro paese, un ragazzo ha perso una borsa di studio per un progetto sulla cultura ebraica. La “sicurezza” è stata usata come strumento per negare la nostra partecipazione alla vita di confronto universitario. Non possiamo più accettare il rifiuto come risposta, e speriamo che la legge aumenti gli spazi di dialogo e confronto. Persino nelle scuole troppo spesso a minorenni ebrei senza tutela, viene chiesto di esporsi chiaramente sul tema delle guerre, pretendendo da loro una conoscenza che non gli appartiene, in quanto in primis cittadini italiani. Giovani che non sono neanche arrivati a studiare l’Unità d’Italia devono saper rispondere a domande su uno dei conflitti più complessi della storia moderna. Siamo costretti a parlare ancora di antisemitismo non per vittimismo ma perché hanno tentato troppo spesso di zittirmi. Anche coloro che dovrebbero stare dalla mia parte. Movimenti femministi mi hanno bloccata a richiesta esplicita di condanna di stupri e mutilazioni del 7 ottobre. Associazioni universitarie hanno ignorato le istanze di inclusione di vittime ebree in momenti di raccoglimento. Da parte mia il rispetto per ogni vittima non è mai mancato. Continuo e continuate a parlare di antisemitismo perché è necessario.
Micol Di Gioacchino
Il rapporto Unesco (e dicesi Unesco) di gennaio dice questo. Sondaggio tra 2.030 insegnanti di 23 paesi dell’Unione europea, condotto fra agosto 2024 e maggio 2025: l’antisemitismo a scuola non è più un fenomeno marginale ma una presenza diffusa e spesso normalizzata. Il 78 per cento dei docenti dichiara di aver assistito ad almeno un episodio antisemita tra studenti, e il 27 per cento ne ha visti nove o più. Il 61 per cento segnala casi di negazione o distorsione della Shoah, il 44 per cento ha visto gesti o simboli nazisti e circa un insegnante su dieci riferisce di aver assistito ad aggressioni fisiche contro studenti ebrei. Lo stolto di solito sostiene sia colpa di Israele. Il meno stolto prova a vedere in profondità e riconosce che l’antisemitismo non è un odio nuovo ma è un odio antico che cerca solo utili idioti pronti a giustificarlo e dunque a minimizzarlo. Antenne dritte.
Al direttore - Se ben ricordo è la prima volta che la Cgil aderisce a una manifestazione contro il blocco navale di Cuba. E’ un segno dei tempi. Speriamo che Maurizio Landini non dimentichi almeno di chiedere la liberazione delle decine di migliaia di prigionieri politici.
Giuliano Cazzola
Al direttore - Caro Cerasa, domani gli ungheresi votano per il rinnovo dell’Assemblea nazionale. Secondo la maggioranza dei sondaggi, per la prima volta Viktor Orbán è costretto a inseguire Péter Magyar, l’europeista che vuole mandare a casa un pupazzo di Putin (e di Trump). Ma per il leader del partito Tisza non sarà una passeggiata. A rendere l’esito incerto è il sistema elettorale, che nel corso degli anni è stato modificato in modo da favorire il partito di governo. Esso, infatti, consente a Fidesz di trasformare anche vantaggi limitati in una solida maggioranza parlamentare. Inoltre, una decisione della Corte costituzionale, controllata dal governo, nel 2023 ha reso legale la possibilità di fotografare la scheda elettorale, indebolendo uno dei presìdi fondamentali contro il voto di scambio. Per altro verso, le nuove generazioni urbane, più istruite e integrate nello spazio europeo, chiedono con forza la restaurazione nel paese dello stato di diritto. La partita, dunque, è aperta. E il suo esito sarà cruciale anche per il futuro dell’Ue.
Michele Magno
I patrioti che sognano un’Europa più forte non possono non augurarsi di liberarsi del modello Orbán. I patrioti che sognano di rafforzare i nemici dell’Europa sognano una vittoria di Orbán. Per una destra desiderosa di rafforzare l’autonomia europea, cara Giorgia Meloni, scegliere da che parte stare non dovrebbe essere così difficile.