Speriamo Travaglio denunci davvero la procura. Intanto, popcorn!

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
6 GIU 26
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Al direttore - La segretaria del Pd Elly Schlein ha liquidato il sofferto e articolato addio di Pina Picierno al partito con un laconico “mi dispiace, ma la linea è chiara”. La sottile linea rossa. Con i migliori saluti.
Roberto Alatri
Al direttore - Ho letto che il direttore del Fatto, Marco Travaglio, è molto arrabbiato per la scelta compiuta dalla procura generale di Milano sul caso Minetti. Ha detto di essere pronto a denunciare la procura generale. Capisco la frustrazione dei soggetti in questione. Per i professionisti delle manette, la giustizia che funziona non è solo quella in cui i giudici fanno quello che dicono i pm. E’ quella in cui i giudici e i pm fanno quello che dice il Fatto.
Maura Marsili
Il Fatto quotidiano ha scommesso su una linea editoriale che ha influenzato fior di commentatori, di intellettuali, di conduttori, di direttori di giornale, di politici, e che sarebbe riduttivo considerare semplicemente fallace. Il Fatto non si è limitato a dire, come sostengono oggi i suoi vertici, che il bambino adottato da Minetti poteva essere curato tranquillamente in Italia e che la vita di Minetti non era cambiata rispetto al passato. Il Fatto ha messo in campo un’operazione giornalistica ricca di allusioni, attraverso la quale si è cercato di montare la panna aggiungendo altri dettagli. La presunta irregolarità dell’adozione (che non c’è stata). La tesi, o meglio la suggestione, del bambino non abbandonato ma conteso alla madre naturale (non dimostrata). La morte dell’avvocata del minore, evocata come elemento inquietante della vicenda, che si scoprirà poi essere stata favorevole all’adozione (e si scoprirà dunque che non era l’avvocata dei genitori del minore a essere contraria all’adozione). I rapporti descritti come sospetti fra Cipriani ed Epstein (ovviamente scollegati dal caso dell’adozione). Agevoliamo qualche titolo, che ci siamo appuntati. “Villa Cipriani in Uruguay: Minetti, feste e squillo” (25 aprile 2026), “Nicole Minetti sceglieva le ragazze, gli abiti e il parrucchiere” (25 aprile 2026), “Giuseppe Cipriani jr., il compagno di Nicole Minetti graziata da Mattarella, era socio di Jeffrey Epstein” (24 aprile 2026), “Minetti fece causa per ottenere il bimbo che le è valso la grazia” (27 aprile 2026), “Il minore non era ‘abbandonato’: ha entrambi i genitori” (27 aprile 2026), “Ora però la madre biologica è introvabile e l’avvocata è morta carbonizzata” (27 aprile 2026), “L’atto ‘umanitario’ del Colle fondato su basi dubbie e mai verificate” (27 aprile 2026), “Grazia a Nicole Minetti: l’istanza smentita punto per punto” (1 maggio 2026), “Il caso Minetti mette in fila una catena incredibile di falsità sul bambino uruguaiano” (29 aprile 2026), “Grazia a Nicole Minetti: così le reti di potere minacciano le democrazie” (4 maggio 2026). Poiché l’operazione mastodontica messa in piedi dal Fatto puntava a costruire il sospetto che Minetti e il suo compagno avessero ingannato il presidente della Repubblica, il ministero della Giustizia, la procura generale presso la Corte d’appello di Milano, il Tribunale per i minorenni e lo stato dell’Uruguay, è giusto ricordare nel dettaglio cosa è successo. E’ stata una campagna mastodontica. E per questo ci auguriamo che il direttore del Fatto, come ha promesso giovedì sera a “Otto e mezzo” da Lilli Gruber, mantenga la sua promessa: denunciare la procura generale di Milano che, come ha detto Travaglio, ha accusato il Fatto di aver scritto il falso sul caso Minetti. Nel frattempo, non si può biasimare chi, di fronte a questa allegra lotta nel fango, si gode lo spettacolo sgranocchiando popcorn e pensando a quanti intellettuali, giornalisti, conduttori, opinionisti dovrebbero sostenere la causa di Travaglio contro la procura generale di Milano. Perché delle due l’una: se hai creduto alle tesi del Fatto sul caso Minetti, o sostieni il Fatto nella sua richiesta di scuse da parte dei magistrati di Milano, o credi ai magistrati di Milano e chiedi scusa per aver abbracciato senza porti due domande le tesi del Fatto. Intanto, con sobrietà, popcorn.