Foto Epa, via Ansa

lettere al direttore

I suoi elettori non sono nazisti, ma l'AfD che fa contro il neonazismo?

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Commentando il voto in Germania a “Otto e mezzo”, Giovanni di Lorenzo ha invitato gli ospiti della puntata (a partire dalla conduttrice) a non definire sbrigativamente AfD come un partito neonazista. Credo che il direttore del settimanale Die Zeit non abbia torto. La sua stessa leader è un personaggio non scontato. Alice Weidel, infatti, ha una formazione universitaria molto seria e ha lavorato come analista economica in Goldman Sachs e Allianz Global Investors di Francoforte. Lesbica, ha postato AfD come “garante dei diritti omosessuali” e ha sostenuto la sua campagna contro il velo islamico con un argomento a mio avviso non banale, ovvero che esso – in tutte le sue varianti – è un simbolo “assolutamente sessista”. Per altro verso, AfD ha un debole per parole d’ordine – queste sì che sanno di Terzo Reich – come “Festung [Fortezza] Europa”. Inoltre, partecipa all’antica fascinazione di tutte le destre tedesche per la Russia. Questo intreccio di spregiudicatezza morale, di neoconservatorismo economico e di reliquie tradizionaliste va tenuto in considerazione per comprendere perché più di dieci milioni di elettori, in particolare giovani e delle regioni orientali, hanno dato fiducia a AfD. Un partito che è una realtà assai complessa, un mix di vecchio e nuovo, che però costituisce una grave minaccia per l’unità europea e sarà una spina nel fianco della debole “Grosse Koalition” di Friedrich Merz.
Michele Magno

Di Lorenzo ha ragione, non si può fare di tutta un’erba un fascio (ops) neppure se il partito in questione si chiama AfD ed è un partito i cui dirigenti spesso tentano di ridimensionare il male assoluto del nazismo (Hitler era di sinistra, poi, no?). Eppure, con tutto il rispetto per Di Lorenzo, nostro amico e direttore illuminato, credo che giorni fa l’Atlantic, sul tema AfD, abbia offerti spunto di riflessione interessanti. Primo spunto: se foste a capo di un partito di estrema destra tormentato dalle accuse di simpatia per il Terzo Reich, si è chiesto l’Atlantic, adottereste slogan in grado di incoraggiare tale impressione o scegliereste una strada diversa per scoraggiare questa impressione? L’AfD, da anni, ha scelto la prima strada. Durante i comizi di Alice Weidel, non a caso, capita spesso di sentire cori che suonano così: “Alice für Deutschland”, che letteralmente significa “Alice per la Germania”, e che in tedesco suona proprio come “Alles für Deutschland”, un motto delle truppe d’assalto naziste. Alcuni degli altri leader del partito, come Höcke, da anni inciampano in dichiarazioni equivoche, diciamo così, che suonano al massimo neutrali sull’eredità del nazismo. Höcke stesso, ricorda sempre l’Atlantic, ha avvertito che se i tedeschi non verranno placati, il loro nativo “fervore teutonico” esploderà violentemente e una volta ha scritto che il suo paese dovrà “perdere” la parte della sua popolazione che è “troppo debole o non disposta a resistere all’avanzata dell’africanizzazione, dell’orientalizzazione e dell’islamizzazione” della società tedesca (in seguito, rendendosi forse conto di aver fatto una sparata sulla razza, ha detto che intendeva solo che coloro che denigrano la Germania, la chiamano una nazione di “merda” o “meticcia”, o desiderano che venga incendiata, se ne dovrebbero andare). Come se non bastasse poi, nel Parlamento di Erfurt, Mario Voigt, il leader dell’attuale governo in Turingia, che ha escluso l’AfD, ha definito il partito di Höcke una “setta del Führer”. Höcke ha reagito a questo discorso alzando le mani in segno di finto allarme. Gli elettori dell’AfD non sono nazisti, sarebbe sciocco pensarlo, ma un partito che ha scelto di non essere un argine al neonazismo può considerarsi come un partito anti neonazista? 

 


 

Al direttore - Come volevasi dimostrare. E’ bastato che Giorgia Meloni affermasse che non è all’ordine del giorno l’invio di militari italiani in Ucraina, tranne che su mandato dell’Onu (ovvero “a babbo morto”) per far tacere le critiche delle opposizioni sulla mancata solidarietà europea del governo italiano.
Giuliano Cazzola
 

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