Il virus del cialtronismo ha raggiunto il suo picco e quel citofono ha ridisegnato l’Italia

Ese fosse passato il picco dell’influenza da cialtronavirus? Giovedì scorso, il giornalista di “Piazzapulita” Luca Bertazzoni ha ottenuto una formidabile intervista a Yassin, il ragazzo “tunisno” al quale Matteo Salvini aveva citofonato, in diretta tv, per accusarlo di essere uno spacciatore. Yassin è un ragazzo (italiano) di diciassette anni, è figlio di un matrimonio misto, non è indagato, non ha precedenti penali e ha solo la colpa di essere stato individuato come un bersaglio da uno degli uomini più influenti (nel senso di influencer) d’Italia: Matteo Salvini. Nell’intervista a “Piazzapulita”, Yassin racconta la storia della sua famiglia, racconta della sua vita nel calcio, racconta delle sue esperienze nelle squadre di Imola, del Sassuolo, di Modena, ricorda che qualche tempo fa è stato persino convocato nella Nazionale italiana di categoria, parla con gioia della sua prossima paternità e descrive il modo in cui la Chiara Ferragni della politica (con tutto il rispetto per la Ferragni) gli ha cambiato la vita con le parole di una canzone che sta scrivendo e il cui attacco comincia così: “Non capisco veramente in che situazione sono. Ho solo diciassette anni e per una citofonata la mia vita potrebbe andare al suolo. Io guardo Salvini e non capisco veramente quale sia il suo ruolo.