Riecco Sanremo

Martedì comincia Sanremo, il settantesimo. Durerà quattro giorni, fino a sabato, come ogni anno; ha preso a infestare le conversazioni di tutti da alcune settimane, come al solito ma forse prima del solito, e cioè dai primi di gennaio, quando s’è preso a polemizzare su possibili ospiti, vallette, valletti, accompagnatori, fino all’apoteosi della catastrofe, con Amadeus accusato di sessismo e perpetrazione di patriarcato per aver detto che la qualità principale di Francesca Sofia Novello, che sarà sul palco dell’Ariston insieme a lui, è saper stare sempre “un passo indietro” rispetto al suo compagno, Valentino Rossi. Novello, molti editoriali e proteste dopo, ha controbattuto assai semplicemente. Così: “Avrebbe potuto presentarmi meglio”. Numeri di Simonetta Sciandivasci.
24
I cantanti in gara (sezione “Campioni). Tra di loro, il vincitore di X Factor 2018, Anastasio (tornato in scena pochi mesi fa, piuttosto spompato, ma chissà, magari ha tenuto il meglio per l’Ariston); Morgan e Bugo; Elodie; Rita Pavone (per la quota “Codice di Hammurabi”). Le nuove proposte, invece, sono otto. Tra di loro, anche il Leo Gassman che sempre due X Factor fa ci fece sognare e, poco dopo, ricredere.
10 milioni
Gli spettatori della prima serata dello scorso anno (49,5 per cento di share), con la seconda conduzione e direzione artistica del favoloso Claudio Baglioni, il #baglionibis. La Rai l’aveva presa bene, nonostante il calo rispetto all’anno precedente, quando il Festival dei bravi lo aprì Fiorello. Quest’anno i dati Auditel sono piuttosto temuti, e non certo per via delle minacce di boicottaggio a seguito di felpata induzione al patriarcato.
11.603.000
Gli spettatori del Festival di Bonolis, nel 2005, che negli ultimi quindici anni ha battuto il record degli ascolti dell’Ariston. Il volume era pari al 52 per cento di share.
28
Gli anni di Junior Cally, il rapper in gara la cui presenza è stata criticata da moltissimi, comprese alcune parlamentari che hanno portato in Parlamento una lettera in cui chiedevano di non consentire che l’artista partecipasse al festival, per via dei suoi testi violenti e misogini.
300.000
Gli euro che Benigni avrebbe chiesto per partecipare, come ospite, alla kermesse. E’ il cachet più alto, e ha naturalmente provocato l’ira dei commentatori da tastiera, fomentati da Matteo Salvini, che non ha perso occasione per parlare di “cifre pazzesche”. Cifre, tuttavia, in linea con il mercato (questa la risposta della Rai).