Salvini teme il voto per paura che l’Italia scopra i bluff del suo governo

Tra le caratteristiche più interessanti e forse più inquietanti che convivono all’interno della pazza epoca dell’indifferenza ve n’è una cruciale che riguarda un sentimento che si trova a metà tra l’indolenza e l’irresponsabilità: l’inconfessabile sollievo di avere un governo fuori dal mondo che per fortuna non fa tutto quello che aveva promesso di fare. Il sollievo di avere un governo che doveva bloccare la Tav, ma che non l’ha bloccata, che doveva bloccare il Tap, ma che non l’ha bloccato, che doveva bloccare l’Ilva, ma che non l’ha bloccata, che doveva uscire dall’euro, ma che non è uscito, che doveva sfidare i trattati, ma che non li ha sfidati, che doveva sfondare il deficit, ma che non l’ha sfondato, che non doveva ascoltare i mercati, e che invece li ha ascoltati, che doveva fregarsene delle procedure d’infrazione, e che invece non se n’è fregato, che doveva sabotare la legge Fornero, e che invece l’ha sabotata a metà, si va a sommare poi a un altro fattore interessante che in qualche modo contribuisce a far sembrare il governo populista meno pericoloso di quello che è: l’andamento dell'economia. La crescita è zero, ok, ma che volete che sia: la crescita rallenta in tutta Europa, no? La produzione industriale va giù, ok, ma che volete che sia: la produzione industriale diminuisce anche in Germania, che ci possiamo fare?