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Voci promettenti
La via cantautorale di Franco 126. Occhio anche a Poi e Gloria Trìcamo
Vocalità morbida. musicalità dolce, soluzioni originali. Talenti destinati a incontrare una bella popolarità e voci ancora da scoprire, al quale è difficile restare indifferenti
Voci da Roma. Rieccoci con alcune storie musicali promettenti. Torna con un nuovo album Franco 126, quattro anni dopo l’ultimo lavoro. Un lasso di tempo che ha contribuito alla definitiva maturazione di un musicista venuto su nel romantico cotè della posse di Roma Centro, che prendeva il nome dai 126 scalini che portano al Gianicolo (che si sarebbe poi ridefinita Lovegang), salvo intraprendere presto la carriera solistica, dopo la parentesi in duo con Carl Brave. Partendo dalle rime rap degli esordi e dalla religione degli amici per la pelle, il 32enne Federico Bertollini si avvia ora su un sentiero cantautorale nel quale mantiene quasi intatti i contenuti, modificando parecchio le forme.
Poco alla volta la sua scrittura si è orientata verso modelli canzonettistici moderni, con toni soffici, parti cantate e rappate che s’alternano senza soluzione di continuità, mettendo in scena quadri dall’ambientazione introspettiva, confidenziale e soprattutto “normale”. Storie piccole e naturali per “Futuri Possibili” – il titolo dell’album – qui interamente incentrate sulle cronache della fine di un amore, sul dolore, la nostalgia e il senso di mancanza che ne derivano. Il tutto confezionato con dolcezza, tocco e malinconia, grazie alla vocalità morbida e perennemente avvilita di Franco e al ristretto gruppo di collaboratori che ha scelto di far intervenire in alcune tracce, a cominciare da Coez, il più tenero dei rapper romani, continuando con Fulminacci – quasi una controparte pop della scrittura di Franco 126 – proseguendo con Giorgio Poi, personaggio del quale è arrivato il momento d’occuparsi.
Basta un giro di domande nell’ambiente musicale romano per sentirsi ripetere all’unanimità che Giorgio è il talento più misconosciuto della musica leggera italiana del presente e che è inspiegabile come ancora non gli sorrida il successo che merita. C’è del vero: Poi è bravo, titolare di una musicalità dolce, mutevole e capace di soluzioni originali, e viene continuamente ricercato dai colleghi per la sua capacità d’aggiungere additivi azzeccati ai pezzi a cui partecipa. Però in prima persona non sfonda, mentre il tempo passa e non resta che augurarsi che anche per lui valga il teorema di Lucio Corsi, quello secondo cui sarà la partecipazione a un Sanremo con il pezzo giusto a fare in modo che il grande pubblico s’accorga di lui, del suo gusto e dell’acume musicale nascosto sotto la sua vocina sottile. Anche in “Nottetempo”, brano del nuovo disco di Franco 126 in cui Giorgio fa il feat., la partecipazione è dosata, efficace, modulata sul discorso del titolare, mentre s’inoltra a esplorare le ragioni del proprio disastro amoroso.
“Futuri Possibili” è destinato a incontrare una bella popolarità presso un pubblico allargato, perché questa versione mainstream di Franco ha tutto per piacere trasversalmente, e niente della cifra di negatività che, ad esempio, contraddistingue la produzione del concittadino Tony Effe. D’altronde Dark Polo Gang e 126, in gioventù, incarnarono due modi contrapposti di vivere l’ultima romanità, strafottente e trasgressiva nel primo caso, rilassata e riflessiva per la posse trasteverina.
E un asterisco va dedicato anche alla figura a cui Franco ha affidato la produzione del disco, rinunciando al ristretto elenco dei soliti noti. La sua scelta è caduta su Golden Years, alias Pietro Paoletti, romano anch’egli, producer che di recente ha lavorato con nomi intriganti come Psicologi, Laila Al Habash e Post Nebbia, e con artisti affermati come Frah Quintale e Coez. All’album di Franco 126 Golden Years ha dato un suono scintillante e sentimentale, al punto da spingerci ad ascoltare “Era Spaziale”, unico mini lp che Pietro ha pubblicato a proprio nome. E anche questa è stata una piacevole sorpresa, con una manciata di canzoni coerenti di pop elettronico, ben confezionate e di nuovo contraddistinte da testi amorosi e sonorità ultradolci. Al punto da farci pensare, generalizzando, che l’ambiente musicale romano di questi tempi si sia orientato verso un culto dei buoni sentimenti, una voglia di serenità e scarsa propensione alla conflittualità che un tempo era la benzina di tante avventure musicali.
Anche in “Era Spaziale” sono tante le apparizioni, tra cui il nostro Franco 126, Joan Thiele, anche lei adesso sulla bocca di tutti e – indovinate un po’? – il solito Giorgio Poi. Del quale, del resto, nel giro di un mese è atteso il nuovo album solista. Potrebbe essere la volta buona? Ne riparliamo. Ultima nota: dal laboratorio di musica di qualità che ruota attorno alla confraternita di Roberto Angelini, Luca Carocci, Margherita Vicario e soci, spunta un altro nome nuovo al quale è difficile restare indifferenti: Gloria Trìcamo, cantautrice e chitarrista dalla voce soave e dalla scrittura letteraria, che debutta con un Ep, “Una Piccola Guerra”, con quattro composizioni contraddistinte da smagliante lucidità esecutiva e contenuti intimi e intensi. La vocalità di Gloria, limpida e liquida, si fa ricordare e promette sviluppi tutti da scoprire. Cercatela sullo streaming (esce il 10 aprile), o in qualche club della Capitale.