IL MAGICO NATALE DI RUPERT

Mariarosa Mancuso

    Se volete un film di Natale davvero diverso, eccolo qua. Lo ha girato un regista italiano, ma se già non sapete dell'etichetta made in Italy è difficile capirlo. Vale come primo complimento, di origine festivaliera: “Non sembra neanche un film italiano” è la prima cosa che viene in mente quando un film italiano raggiunge la sufficienza. Quando poi la supera, e di parecchio – come “Il magico natale di Rupert” – la sorpresa mette di buon umore. Nato nel 1961 a Rovigo, il regista Flavio Moretti ha una passione per i disegni animati. Si capisce subito dal taglio delle inquadrature, dalla faccia di Rupert e dalle sue lentiggini disegnate con la matita. Dai genitori che parcheggiano Rupert dalla nonna fingendo di aver vinto un viaggio premio alle isole Hawaii (già hanno la corolla di carta al collo, e questo è sospetto, visto che fuori nevica). Dalla casa con le torrette che sembra uscita da un horror americano. La televisione in bianco e nero è in legno e con lo schermo arrotondato, esattamente come l'icona di YouTube (su questa “retromania” bisognerà prima o poi ragionare: leggiamo giornali e riviste sull'iPad, ma l'applicazione “Le Kiosque” è identica alle vecchie edicole francesi, metallo verde e la cupoletta sul tetto; una serie da regalo di classici Mondadori è rilegata in tela; i newsstand elettronici imitano uno scaffale  in legno). L'apparecchio trasmette strane pubblicità e molti film dell'orrore, mentre Rupert sta in poltrona e la nonna è uscita con la palla da bowling. Siamo in un mondo confinante, per colori, vestiti, cappelli, sciarpe a righe e cappottini, con “Il favoloso mondo di Amélie”, film costato uno sproposito di più. Va a tutto merito di Flavio Moretti e della sua squadra aver speso con intelligenza i pochi soldi a disposizione. Abbiamo visto film assai più costosi, e assai più poveri visivamente. Non è finita. Ai personaggi in carne e ossa che si comportano come personaggi da fumetto, si affianca l'animazione vera e propria, in 2D e in 3D (roba da rasentare il miracolo). Affamato e senza le adorate merendine, alla ricerca della punta per l'albero di Natale, Rupert trova nella soffitta un vecchio baule. Contiene fumetti che si animano, e i mostri escono dalla pagina. Scova un segnalatore che manda segnali ai piccoli alieni blu. Forse una macchina del tempo, che spiegherebbe la scomparsa del nonno e dell'ultimo inquilino della nonna.