Piccola Posta

Puntare su Merz per esser certi che la vittoria di AfD non sia solamente rimandata

Adriano Sofri

Il leader della Cdu ha detto che il suo primo compito sarà assicurare alla Germania l'indipendenza dagli Stati Uniti di Trump. È importante che ci provi, difficile che ci riesca. I danni dell'ascesa dell'estrema destra, sostenuta da Musk, sono stati limitati, ma la decadenza dell'istituto dell'elezione è ormai una realtà

C’è una certa confusione fra quel che è di Cesare e quel che è di Dio. Che le vite private siano esonerate da qualunque coerenza con i proclami pubblici non è mai stato così vero. Sia Donald Trump che Vladimir Putin dichiarano di essere stati investiti da Dio – ognuno il suo – della propria missione storica. Alice Weidel, lesbica e residente in Svizzera, connotati degni di ogni rispetto oltre che di una sicura simpatia, dichiara di difendere la famiglia tradizionale. E così via. 

 
È probabile che Musk si aspettasse davvero che l’Alternativa per la Germania da lui patrocinata arrivasse prima. Lui, e l’intera banda, hanno palesemente superato la questione del potere per ubriacarsi di onnipotenza. Resta una piccola contraddizione su cui fare un piccolo affidamento: le culture monoteiste, come largamente le nostre, pensano che l’Onnipotente abbia l’articolo determinativo, sia uno solo. Come ha detto il figlioletto di Musk a Trump nella Sala Ovale: “Tappati quella bocca!”. Il vecchio dev’essersela segnata, tanto più che Musk aveva già dodici figli, uno/a l’ha ripudiato/a (“uno di voi mi tradirà”), e però gli è arrivato il tredicesimo fra capo e collo. C’è di che impensierire Trump. 


L’affluenza enorme, e le predilezioni dei giovani, all’elezione tedesca, hanno limitato il danno del voto all’AfD, riducendone il peso percentuale. La vittoria formale della Cdu-Csu non impedisce di confermare la decadenza dell’istituto dell’elezione. In Romania un tipo di ambientalista, cintura nera, nostalgico di Antonescu e Codreanu, amico della Russia e nemico dell’Ucraina, era arrivato primo grazie al colpo di onnipotenza di TikTok, dopo di che una Corte Suprema si è avventurata a cancellare le elezioni, primo esempio di una casistica che si farà sempre più fitta. La differenza fra le dittature, in cui l’elezione è solo un rito ferreamente maneggiato – come la Russia – e le democrazie – in cui, pur supplendo con l’uguaglianza del diritto di voto alla disuguaglianza colossale e crescente delle risorse di votanti e candidati, ancora sussiste una formale libertà di voto, non ha fatto che assottigliarsi, fino ad andare vicina ad annullarsi. Le elezioni negli Stati Uniti sono state un passaggio cruciale, precedute com’erano dal colpo fallito del 6 gennaio 2021, e dall’avvertimento che una sconfitta di Trump nel conteggio dei voti sarebbe stata rifiutata dalla sua parte. Così la vittoria di Trump ha liberato i democratici e l’intera parte d’America che non l’ha votato dall’incubo della guerra civile. E ha trasmesso loro, democratici e parte non arruolata, la consapevolezza che d’ora in poi qualunque tentativo di riscossa dell’opposizione politica dovrà prevedere di fronteggiare la violenza fisica di un apparato statale e parastatale, forze dell’ordine e manipoli squadristi, come in ogni colpo di stato realizzato all’indomani della presa del potere per via elettorale. 


L’elezione tedesca, col sostegno sperticato di Musk, altro che TikTok, all’AfD, semiprivato all’inizio, poi da una sostanziale responsabilità di governo, e raddoppiato dall’appoggio ostentato del vicepresidente Vance alla leader dell’AfD in vacanza in Germania alla vigilia del voto, è stata manomessa almeno quanto quella rumena, e solo la provvisoria differenza nel risultato – il meno noto signor Georgescu arrivato primo, la nota Alice Weidel arrivata seconda – impedisce di vederlo e dichiararlo (in Romania, dove si rivoterà a maggio, TikTok e X di Musk si sono ora associati nell’appoggio a Georgescu).

 
La prossima volta, ha detto Musk, l’AfD arriverà prima. Ci potete scommettere. Salvo che Merz o chi per lui sia capace di straordinari colpi di reni. Ha detto che il suo primo compito sarà di assicurare alla Germania l’indipendenza dagli Usa, gli Usa di Trump. Audace programma. Che ci riesca è molto difficile, che almeno ci provi davvero, e altre e altri con lui, è molto importante. Prima che qualche cittadino europeo, in qualche bella piazza d’Europa – l’Europa è le sue belle piazze – si dia fuoco, come dopo l’arrivo dei carri armati, o di un congegno che gli chieda che cosa ha fatto nell’ultima settimana.