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passeggiate romane

Elly decide tutto, Bonaccini sogna e Conte teme una donna

La segretaria del Pd non solo ha scelto presidenze e vice presidenze, ma anche chi doveva andare in una commissione e chi in un’altra. Risultato? Nuova sfilza di correnti interne

L’elezione di Nicola Zingaretti a presidente della delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo è avvenuta all’unanimità, ma questo non significa che nel gruppo dem di Bruxelles regni l’armonia. Raccontano infatti che ci sia un certo malcontento tra i pd per come Elly Schlein ha gestito le cose. E non si tratta solo dello sconforto di Alessandra Moretti che era convinta di dover andare a presiedere la commissione Ambiente, né della stizza di Antonio Decaro al quale era stata promessa una commissione che non c’era e che ne ha quindi preso un’altra (l’Ambiente).

 

Ma c’è anche dell’altro: l’euro gruppo del Partito democratico è abituato a essere autonomo rispetto al partito e di questa autonomia è ben geloso. Ma questa volta è stato costretto a farne a meno perché la puntigliosa Schlein ha voluto scegliere non solo le presidenze e le vice presidenze. Ha anche deciso chi doveva andare in una commissione e chi in un’altra. Ma Elly Schlein è ormai considerata una vincente e quindi nel partito la si critica sotto voce. L’ansia rottamatrice della leader che all’inizio veniva ben vista ora però sta creando dei problemi.

Per questa ragione nel Pd invece di finire per essere archiviare le correnti pullulano. E ne nascono di nuove. Ma non in opposizione alla segretaria. Il tentativo è quello di condizionarla all’interno della sua stessa maggioranza. Un classico esempio da questo punto di vista è il correntone che franceschiniani ed ex articolo 1 stanno mettendo insieme. Era stato proposto anche ad Andrea Orlando di farne parte, solo che l’ex ministro ha declinato l’offerta. Preferisce fare la sinistra interna e cercare di evitare l’accordo con Matteo Renzi. Come testimonia una sua dichiarazione di ieri, in cui, prendeva in giro il riferimento fatto dal leader di Italia viva a Tony Blair. “Riferimenti al passato. Manca solo la colonna sonora delle Spice Girls. Benvenuti negli anni 90”, è stata la chiusa sarcastica della sua dichiarazione.

La nascita di una nuova corrente (ma loro preferiscono chiamarla area) tra franceschiniani e bersaniani ha però spaccato Articolo 1. Mentre Roberto Speranza e Nico Stumpo sono della partita, Arturo Scotto e altri hanno preferito non farsi coinvolgere in questa operazione. Non fa una grinza a questo proposito il ragionamento che Scotto ha fatto ai suoi ex compagni: “Ma se dobbiamo fare una corrente di maggioranza, allora tanto vale che la facciamo con Elly”. Stefano Bonaccini in Europa, nonostante i molti voti presi nelle elezioni, non ha ottenuto nulla. Solo la promessa che a metà legislatura sarà lui a guidare la delegazione dei socialisti e democratici. Un po’ poco dicono i riformisti che non appaiono affatto soddisfatti dell’atteggiamento, secondo loro troppo remissivo, del presidente Pd nei confronti della segretaria.

Ma chi conosce bene Bonaccini sostiene che l’ex presidente della giunta regionale dell’Emilia Romagna abbia un progetto. O, meglio, un sogno. Quello di vestire lui i panni del federatore quando si approssimerà il tempo delle elezioni politiche. Ma anche i suoi ammettono che si tratta di un’operazione più che complicata, visto che la leadership sul campo se l’è già conquistata Elly Schlein.
 
Voci da dentro i 5 stelle sostengono che la leadership di Giuseppe Conte sia quanto mai traballante. E dicono che l’ex premier resterà al suo posto per le prossime regionali, perché tanto i pentastellati in quelle elezioni prendono storicamente pochi voti, ma che poi dovrà cedere il passo a una leadership nuova. Più giovane. E donna, perché ormai alla guida dei partiti più importanti ci sono donne, come Giorgia Meloni ed Elly Schlein insegnano.

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