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l'intervista

"Privatizzare la Rai? È come il morbillo. Prima o poi lo dicono tutti i presidenti del Consiglio". Parla Gasparri

Salvatore Merlo

"Dire che la Rai va privatizzata fa fino. Lo propone Meloni? E poi a chi vende, ad Angelucci? Ma te lo immagini?", dice il capogruppo di Forza Italia in Senato

“La verità è che dirlo fa fino”. Dire che la Rai va privatizzata? “Eccerto”. In che senso fa fino, senatore Maurizio Gasparri? “Nel senso che quando uno vuole sembrare un signore, quando uno vuole affettare disinteresse per quell’azienda, quando uno vuole far capire e pensare che egli vola alto e non ha interesse per le questioni spicciole di potere (e anche un po’ volgari) che riguardano la televisione pubblica, ecco che dice, affacciandosi alla finestra, scostando appena la tenda, osservando l’orizzonte con aria pensosa: ‘La Rai andrebbe privatizzata’”. Però lo dice Giorgia Meloni. “Guardi, prima o poi lo dicono tutti i presidenti del Consiglio”.

 

Ed è ovviamente ironico, Gasparri, capogruppo di Forza Italia, l’uomo che ha dato il nome a una legge del riordino radiotelevisivo, mentre gli si chiede cosa ne pensa dell’idea che circola a Palazzo Chigi. Anzi, dell’idea che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto trapelasse dalle stanze del suo studio di capo del governo. Ieri lo ha scritto Claudio Cerasa: privatizziamo la Rai. “E’ come il morbillo”, dice Gasparri ridendo. In che senso, scusi? “Nel senso che prima o poi è una frase che dicono tutti. Anzi, mi creda, l’hanno proprio detta tutti almeno una volta”. Tutti i presidenti del Consiglio? “Sì. Proprio tutti. E tanto tutti sanno che non si venderà e non si privatizzerà mai niente”.

 

Insomma privatizzare la Rai è un po’ come dire adesso costruiamo il ponte sullo Stretto di Messina. “Raiuno o Raitre non si venderanno mai. Ma la Rai ha una marea di altri canali, e quasi nessuno lo sa. Ecco, pensare che si possano vendere alcuni di questi canali tematici, invece, non è una cosa da ridere. Tutto si può fare. Ci si può pensare. Che male ci sarebbe se si facesse, dico per dire, un  accordo con Disney per vendere, chessò, Rai Yoyo? Ma dire ‘privatizziamo la Rai’ , così, genericamente, è come il morbillo, appunto”. Prima o poi ci cascano tutti. “E poi chi la compra? Merlo o Angelucci? Te l’immagini che casino?”.
 

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.