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Ansa
Tra satelliti, Musk e Meloni
Non è il set di “Zero day”, ma sul ddl Spazio c'è intesa bipartisan
Passano in commissione due emendamenti Pd (temi: sicurezza nazionale e imprese italiane)
Roma. L’Italia, Elon Musk, lo spazio, la sicurezza nazionale e un ddl che deve regolare la complessa materia satellitare. Sul tema, fino a pochi giorni fa, tra maggioranza e opposizione andava in scena una piéce di recriminazioni reciproche (della serie: “Volete svendere il paese a Starlink”; “fate accuse strumentali”) e su cui invece, da ieri, il dialogo pare improvvisamente cosa fatta — e a partire da due emendamenti pd approvati con voti bipartisan. Argomento: la sicurezza nazionale, ma anche la priorità alle aziende italiane in materia. Che cosa è successo? Non siamo ancora, per fortuna (e si spera non saremo mai) in una situazione alla “Zero Day”, serie tv appena sbarcata su Netflix, sorta di reportage distopico da una tranquilla giornata che si trasforma in incubo per colpa di un virus che manda in tilt gli Usa, bloccando apparecchi elettronici, trasporti, ospedali, aeroporti, semafori, centrali idroelettriche. Eppure il tema della sicurezza nazionale applicata alle comunicazioni, di fronte a un pericolo o imprevisto, interpella il governo, che sul ddl si è mostrato disponibile a migliorare il testo, in particolare a proposito dell’articolo 25, quello che parla di “riserva di capacità trasmissiva nazionale attraverso le comunicazioni satellitari”, utile appunto in caso di emergenza, nell’indisponibilità delle principali dorsali di interconnessione delle reti terrestri. L’approvazione (con riformulazione) dei due emendamenti presentati dal Pd (primo firmatario il vicepresidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni Andrea Casu, con i dem Vinicio Peluffo, Andrea Gnassi e Alberto Pandolfo), è un passo. E’ la prima legge italiana sullo spazio, è il concetto (anche per il governo), si può rischiare di apparire come facilitatori di Elon Musk? Intanto, si garantisce “la sicurezza nazionale”, anche se i dem puntano oltre, e cioè al tema – che ripresenteranno in Aula – dell’affidamento in via prioritaria a strutture italiane ed europee e solo in caso di “comprovata impossibilità” al coinvolgimento, per la comunicazione satellitare, di paesi appartenenti alla Nato. Passa anche il concetto di “adeguato ritorno industriale per il sistema paese”: un emendamento dell’opposizione riporta l’Italia in primo piano in un testo del governo sovranista? Dice Casu: “Chiediamo al governo di mettere nelle norme le stesse cose che dice a parole nelle dichiarazioni: se l’obiettivo non è consegnare il nostro futuro nelle mani di Musk, ma sostenere la rincorsa satellitare europea, possono dimostrarlo votando tutti i nostri emendamenti”. Da FdI, il relatore del provvedimento Andrea Mascaretti, presidente dell’integruppo parlamentare sulla space economy, saluta l’intesa come primo livello di un dialogo destinato a proseguire: “Ieri abbiamo suonato come in un’orchestra”, dice. C’e un rumore di fondo dovuto alla tensione sullo scenario internazionale, ma tutti procedono nella stessa direzione”. Per il viceministro Valentini gli emendamenti approvati “riguardano il rafforzamento dell’industria italiana e la protezione della sicurezza nazionale, questioni che il governo ha sempre considerato importanti e che non hanno alcun legame con Musk”. L’articolo 25, dice, “getta le fondamenta per creare una rete di satelliti di proprietà statale. È chiaro che, se questo progetto diventerà realtà, saranno principalmente le aziende italiane, riconosciute per la loro eccellenza, a svolgere un ruolo centrale. Questa è sempre stata la nostra visione, quindi non abbiamo avuto difficoltà ad approvare emendamenti che lo evidenziano, anche se proposti dall’opposizione”.