
(Ansa)
Verso le Regionali
Edmondo Cirielli, viceministro, militare e “fratello” per la Campania
La formazione da militare, la scelta dell'allora Msi, le polemiche con la sinistra, l'amico Martusciello. "Sono stato malinterpretato", risponde il viceministro a chi lo ha criticato: "Chi si è attacca a una parola estrapolata dal contesto è in malafede”
Roma. “Disponibile a candidarmi in Campania, ma sceglierà il centrodestra”, ha detto al Mattino il viceministro degli Esteri meloniano Edmondo Cirielli – viceministro del ministro azzurro Antonio Tajani in un momento in cui ricoprire quel ruolo vuol dire vedere fuori dalla finestra le onde nei flutti tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma siccome Cirielli è anche (e soprattutto) uomo della sua regione, e siccome nella sua regione il candidato governatore di centrodestra in pectore ed eurodeputato di Forza Italia Fulvio Martusciello si è ritirato dalla corsa “per preservare il partito da possibili attacchi”, causa indagine su una sua collaboratrice nella cosiddetta inchiesta Eurogate, Cirielli, anche generale dei Carabinieri e padre di quattro figli, fa presente che sì, è in campo, ma che no, non sta tradendo il non scritto patto del “tridente” in piedi tra lui, Martusciello e il commissario regionale per la Lega in Campania Gianpiero Zinzi: che sia uno di noi tre, punto. “Spero ci ripensi, Martusciello. Ma se la mia candidatura può servire sono qui”, dice al Foglio Cirielli, orgoglioso del suo “mezzo secolo di Parlamento” alle spalle, sotto tutte le bandiere della destra-destra. Non che la immaginasse proprio così, la sua carriera, Cirielli, anche se un’attitudine l’aveva sviluppata già da ragazzo, mentre intraprendeva gli studi militari alla Nunziatella, quando la storia delle relazioni internazionali gli pareva anche pane per il futuro.
E oggi Cirielli si dice “felice” dell’esperienza nel suo ruolo di viceministro, da cui, accusato e scagionato di essere antiatlantista, ha invitato a “non rispondere con gli insulti” all’America di Donald Trump, anzi di “fidarsi di Trump”, pur restando “ancorati” all’Europa. Nel contempo il Cirielli viceministro si è speso per ridimensionare a parole il ruolo del braccio destro di Elon Musk in Italia Andrea Stroppa (“un signor nessuno”, è la sua definizione). Ma intanto il Cirielli campano sarebbe felice di spendersi “per una regione”, la sua, che in un certo senso “è più grande di molti stati”. Ma contro chi? Il viceministro pensa che “il miglior avversario” sia paradossalmente proprio il governatore dem uscente Vincenzo De Luca, nonostante il forte radicamento: “Se andasse senza Pd, arriverebbe terzo, motivo per cui non farà questa scelta”, dice. Al momento di avvicinarsi alla politica, Cirielli si è sentito attratto dall’allora Msi. Gli pareva “il partito più patriottico”, dice.
Qualche mese fa, attaccato da Pd e Più Europa, ha elogiato “lo spirito di libertà” a suo avviso presente a destra anche nei primi anni mussoliniani, a monte del delitto Matteotti. Oggi dice: “Sono stato malinterpretato, parlavo della cultura libertaria che permeava gli ambienti intellettuali di una destra mai collettivista. Destra anche antifascista. Chi si è attacca a una parola estrapolata dal contesto è in malafede”. Da eventuale candidato, Cirielli dovrà forse rispiegarlo. Per ora, nella sua Campania, ha mosso un primo passo.