
Letizia Moratti (Ansa)
Il colloquio
Moratti (FI): “L'Ue risponda unita ai dazi di Trump. Sì al Mercosur. Salvini? La politica estera non spetta a lui”
Non è il momento delle timidezze, dice l'europarlamentare. "L'Europa deve difendere i suoi interessi e aprirsi ad altri mercati, come il medio oriente e la Cina. ReArm Europe va nella giusta direzione. Tajani è la garanzia della solidità e dell'europeismo del governo. No alla politica dell'improvvisazione"
Non è il momento delle timidezze. “In questa fase, con un presidente come Donald Trump, l’Europa deve rispondere in maniera unitaria sotto il profilo economico, dei dazi, e sotto quello della politica estera, rafforzando la propria difesa”, dice al Foglio Letizia Moratti. L’europarlamentare di Forza Italia, già ministra dell’Istruzione, sindaca di Milano e presidente Rai, parte da un presupposto: “Viviamo un momento geopolitico di assoluta complessità. Per questo è essenziale una politica basata sulla razionalità, sulla responsabilità e sulla preparazione, ben lontana da improvvisazione ed estremismi”.
Un messaggio ai naviganti, alle opposizioni certo. Ma anche a chi, come la Lega di Matteo Salvini prova tutti i giorni a distinguersi, a smarcarsi. Dall’Ucraina agli Stati Uniti. “In una situazione come quella che stiamo vivendo ci possono essere, in maniera legittima, posizioni diverse”, concede Moratti. “Deriva anche da uno scenario che cambia così rapidamente. Detto questo, la politica estera la decidono la premier e la Farnesina. Giorgia Meloni e Antonio Tajani, soprattutto, sono stati chiari nella difesa dell’Europa attraverso l’approvazione di ReArm Europe. E’ un progetto di difesa e non certo di attacco, che rafforza il coordinamento tra stati membri. E crea i presupposti per rafforzare l’industria della difesa europea che al momento acquista dall’estero l’80 per cento delle armi”. L’ex ministra sottolinea quindi “la solidità della posizione italiana, che è garantita più di tutti da Forza Italia, attraverso l’appartenenza al Ppe, il principale gruppo al Parlamento europeo”. L’Europa d’altra parte, ne è convinta Moratti, gioca un ruolo decisivo in questa fase turbolenta in cui, ai temi della difesa e del sostegno all’Ucraina, si aggiunge la questione dei dazi.
Anche su questo nel governo ci sono sfumature diverse. Con Salvini che si è spinto fino ad affermare che le tariffe trumpiane potrebbero essere un’opportunità, mentre a preoccupare è Bruxelles. “I dazi, è dimostrato scientificamente, sono negativi anche per chi li impone, nel medio periodo provocano inflazione e si riversano su consumatori e famiglie. Tanto è vero che pure i mercati americani hanno dato un segnale”, spiega Moratti prima di analizzare quella che potrebbe, o dovrebbe, essere la risposta di chi sta al di qua dell’Atlantico, da Roma a Bruxelles. “La politica commerciale – ricorda l’europarlamentare – è totalmente in capo all’Ue. Mi ritrovo nelle parole pronunciate dalla presidente Roberta Metsola proprio a Washington: l’Ue è per il libero mercato ma saprà difendere i propri interessi”. E per farlo, prosegue Moratti, “è importante che l’Europa abbia una risposta unitaria, perché solo in questo modo saremo in grado di avere maggiori opportunità. L’unità è un valore”. E’ un approccio per cui, rivendica l’ex sindaca, FI si batte a Roma e in Europa. “E lo facciamo da protagonisti”, aggiunge. Rispondere direttamente a Trump non è comunque l’unica strategia per fronteggiare i pericoli che derivano dai dazi. “Credo sia giusto anche cercare mercati alternativi, con il Mercosur in Sudamerica, e poi il medio oriente e l’India. Misure concrete, non improvvisate”, dice ancora Moratti citando Einaudi. “Conoscere per deliberare. Ed è la stessa impostazione che porta avanti anche il ministro Tajani e Forza Italia”.
A proposito, tornando all’Italia, qualche settimana fa Marina Berlusconi - parlando proprio a questo giornale - ha indicato quelle che dal suo punto di vista dovrebbero essere le priorità di questo momento storico. Parlava alla politica in generale, ma probabilmente anche al vostro partito. “Marina ha dato una visione, improntata a un approccio liberale e moderato. Ha evidenziato l’urgenza di alcune riforme: ridurre la pressione fiscale, sburocratizzare e promuovere le liberalizzazioni. Sono convinta che questo percorso vada affrontato senza timidezze”. Era il preludio di un impegno politico? “Non mi permetto di fare l’interprete”, sorride Moratti. “Con i suoi interventi ci offre un importante contributo culturale e politico, e quello al Foglio non è stato l’unico”. Moratti si riferisce alla necessità di coinvolgere i giovani in politica, favorirne il loro protagonismo, una questione più volte sollecitata da Marina Berlusconi. “Non a caso domenica scorsa, da europarlamentare Ppe e da presidente della Consulta di FI, ho chiamato a raccolta a Milano 100 giovani. Hanno stilato un vero programma, a partire da dieci tavoli tematici, che metterò a disposizione dei nostri dirigenti, dei dipartimenti e del segretario Tajani. Indicazioni – conclude Moratti – che influiranno sulla nostra piattaforma politica”.