(Ansa)

Save Montecitorio

Stop ai libri “degli amici dell'onorevole”. In arrivo nuove regole per la saletta stampa della Camera

Marianna Rizzini

Allo studio criteri più stretti per la presentazione di volumi e proposte su impulso dei deputati (con grande attenzione al merito). Potrebbe essere impossibile presentare alla Camera volumi sugli animali allegorici, disamine sulla vita dell'expat a Mikonos o progetti relativi alla fuga "di benessere" in Costa Rica

Presentazioni di libri astrusi nella saletta stampa di Montecitorio, presenti un deputato, un autore sconosciuto e due o tre avventori; conferenze su problemi esistenti forse neppure nel collegio di un parlamentare, con intento per così dire promozionale di una realtà (o di una persona) nota all’onorevole sul piano locale, sempre alla presenza di qualche ignoto attivista della medesima zona (la sua), e sempre di fronte a un paio avventori, magari stavolta intenti anche a scattarsi qualche selfie. E ancora: dichiarazioni ufficiali sull’arte di cercare la felicità e rifarsi una vita in Costa Rica, sempre lì, nella saletta adibita di solito a eventi mediatici degni di nota per l’opinione pubblica, per esempio su lavoro, finanza, scuola, nucleare, riforme, fisco, femminicidio, fine vita, ma non raramente presa in ostaggio da questo o quel deputato per iniziative che forse (chissà) fanno da corollario a una cura davvero minuziosa del collegio (troppo minuziosa per non assumere anche i contorni del favore fatto a un amico).

Questo giornale aveva messo in fila, qualche settimana fa, alcune delle suddette stranezze nell’agenda della sala stampa di Montecitorio, tutte presentazioni avvenute davanti a un pubblico ridottissimo ma in favore di telecamera, quella della web tv in diretta a circuito chiuso (ma vuoi mettere poter postare qualcosa con il logo “Camera dei deputati”?) o con il pubblico di passaggio dei cronisti che corrono verso il Transatlantico e, di fronte a quel mezzo-nulla, si domandano: ma chi sono costoro? E soprattutto: di che cosa parlano, e perché proprio qui? Fatto sta che presto la sala stampa potrebbe diventare off-limits per simili presentazioni e conferenze a dir poco settoriali, ed essere restituito in toto alla sua funzione di contenitore per iniziative mediatiche su proposte e provvedimenti legati all’attività della Camera dei deputati. Punto. Quindi una sala per conferenze stampa e presentazioni di libri di contenuto consono alla funzione del Parlamento. Niente più (incolpevoli) cubiste giunte a Montecitorio da un’isola greca, com’è avvenuto qualche mese fa a una presentazione organizzata dall’associazione “Italiani a Mikonos”, su impulso di un parlamentare leghista.

Tema: la dimensione dell’expat nostrano nell’Egeo, tra turismo, viaggio e pace (anche in discoteca, s’immagina). Si sta dunque pensando di dire basta ai voli pindarici sul de minimis, e potrebbe quindi diventare impossibile presentare colà libri di favole scritte dall’amico astigiano del deputato astigiano di FdI (è successo anche questo, in febbraio, senza nulla togliere al volume “Il grande abbraccio della foresta”, d’ispirazione sospesa tra Esopo e un film della serie “Animali fantastici”). Fine, stop: alla Camera si sta studiando una revisione del regolamento relativo alla sala suddetta, per evitare simili inconvenienti e circoscrivere l’uso della location con norme più stringenti e confini più netti – dall’impossibilità di effettuare staffette tra un deputato e l’altro, staffette volte a occupare il luogo il più a lungo possibile, al diniego nel concedere la sala per temi di dubbio interesse pubblico. La chiave principale del nuovo regolamento, da sottoporre ai Questori della Camera, dovrebbe essere la grande attenzione al merito: allegorie su flora e fauna e fughe in Sudamerica “per migliorare il benessere” anche no, grazie. 

 

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  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.