Giorgia Meloni e Donald Trump (Ansa)

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Il centrodestra alle prese con il suo trumpismo. È il nazionalismo, bellezza

Claudio Cerasa

Il ceto produttivo che ha votato Meloni e Salvini e Tajani chiede loro, per essere protetto, una svolta vera: proteggere l'interesse italiano usando lo scudo dell'Europa anche se proteggere l'interesse italiano dovesse costringere l'Italia a mettersi di traverso di fronte al percorso dell'alleato americano

È stata la settimana dei dazi, lo avete visto, ed è stata la settimana in cui per la prima volta in modo plastico il centrodestra italiano si è ritrovato a fare i conti con un problema non da poco: i propri elettori, teoricamente trumpiani, spaventati dal proprio teorico beniamino, ovvero Trump. I dazi avranno effetti differenti, avranno un impatto che varierà da paese a paese, ma sono lì a indicare una questione che il centrodestra italiano forse non può più rinviare: l'approccio nazionalista di Trump all'economia non è solo un approccio nemico della libertà, in quanto nemico della globalizzazione, ma è anche un approccio che può fare terribilmente male all'economia italiana.

    


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Il punto ormai lo conoscete. L'Italia è un paese che vive soprattutto di export, grazie a imprese formidabili che riescono a esportare in giro per il mondo. Trump non ha mai sopportato il fatto che i beni europei, e anche quelli italiani, finiscano tra le mani dei consumatori americani più di quanto i beni americani non finiscano tra le mani dei consumatori europei. Per provare a sanare questo equilibrio, il presidente americano ha scelto di introdurre delle tasse, dei dazi, su alcuni prodotti europei. E nel farlo, Trump cercherà di dividere l'Europa, proponendo sconti sui dazi ai paesi che cercheranno di chiudere accordi bilaterali con gli Stati Uniti, e cercherà di ottenere dall'Ue qualcosa in cambio (più gas liquefatto americano in Europa?, o meno regole per i big tech in Europa), nella speranza di usare i dazi come elemento negoziale. Difficile dire come finirà questa partita. Più facile dire che il ceto produttivo che ha votato Meloni e Salvini e Tajani per essere protetto oggi è lì che chiede al centrodestra una svolta vera: proteggere l'interesse italiano usando lo scudo dell'Europa anche se proteggere l'interesse italiano dovesse costringere l'Italia a mettersi di traverso di fronte al percorso dell'alleato americano. È il nazionalismo bellezza, e tu non puoi farci niente.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.