Il racconto

Salvini samba: il caso oriundi, il Congresso Lega a Firenze. Spera nella clip di J.D. Vance

Carmelo Caruso

Il pasticcio della cittadinanza per oriundi, Tajani restringe, i leghisti brasiliani protestano, ma sono stati gli americani di Trump a chiedere la stretta. Al Congresso attesa per la "sorpresona". Sarà il video di Musk o Vance?

Matteo Salvini detto il “do Nascimiento della cittadinanza”. I leghisti brasileri invitano a intasare i consolati, Tajani prova a risolvere il pasticcio. Il congresso della Lega, a Firenze, oggi e domani, sarà una samba, circola l’ipotesi sorpresona (una clip di J.D Vance o il collegamento con Musk, mister formaggio) ma nell’attesa ecco una storia da carnevale di Rio.

Ricordate Tajani sceriffo, il suo ddl stretta sugli oriundi? Ora il retroscena, anzi, la historia de fondo. L’amico di Salvini, Trumpaccio, oltre i dazi, stava per farci un altro regalo: stava per declassare il nostro passaporto. Motivo? Troppi brasiliani che lo ottenevano cercandosi il trisnonno italiano per poi gironzolare sulle route di Trumpaccio. Chi è il grande sponsor di questa pratica? L’ex deputato leghista, un personaggione, Luis Roberto di san Martino Lorenzato di Ivrea, avvocato che difende l’oriundo in cerca d’Italia, ma anche amico dell’ex presidente Bolsonaro, eletto la scorsa legislatura all’estero con la Lega. Carramba! Gli oriundi brasiliani sono circa 30 milioni e ben 300 mila sono in lista d’attesa Aire. Desiderano tutti il passaporto italiano che è uno dei “più potenti al mondo”, insieme a quelli di Francia, Germania, Spagna, Singapore e Giappone. Lorenzato è il loro beniamino, ma da quando Tajani ha legiferato si muove come Pelè, attacca chi vuole negare un diritto, dunque Tajani, ma anche il senatore di FdI, Roberto Menia, un altro che è per la stretta, tanto da denunciare “casi indecenti” di richieste di cittadinanza. E la stretta si è resa necessaria. I funzionari della Farnesina avvertono Tajani che gli americani non amano il fenomeno degli oriundi, i sindaci italiani di Piemonte, Lombardia, Veneto, feudi della Lega, fanno il resto. Prima del decreto, i consolati venivano allagati da domande a loro volta girate ai sindaci. Si tratta di piccole amministrazioni che si vedono paralizzare i loro uffici anagrafe.

Si dirà: basta risalire ai nonni. Eh, no. Mica facile. Viene chiesto di ricostruire la discendenza, ma in alcuni casi, per ricostruirla, occorre fare ricerche negli uffici parrocchiali. Se gli uffici non rispondono? Scatta la denuncia dell’oriundo al tribunale e i giudici, a loro volta, impongono al comune di rispondere se non vuole rischiare l’omissione di atti di ufficio. Un cinema. Il povero Tajani ci mette una pezza, ma la Lega, una certa Lega, non ci sta. Protesta Dimitri Coin, deputato di Treviso. Tajani ripete: “Guardate che la Lega di territorio è con me”. I salviniani, per giustificarsi, rispondono che il ministro degli Esteri si oppone allo ius sanguinis, ma vuole lo ius scholae. Ma cosa si intende per ius sanguinis, fin dove arriva? Tajani mette il limite del nonno, la Lega brasilera si scatena anche perché la cittadinanza degli oriundi è un asset di Lorenzato. Sul suo profilo, con un video, spiega come fare contro le lungaggini dei consolati: ricorrere ai giudici e dopo due anni di mancata risposta ecco l’iscrizione. La soluzione sarebbe visionare con cura tutte le richieste ma se le richieste, come dice lo stesso Lorenzato, sono 300 mila solo in Brasile, servirebbe il Pnrr di Lula. Un sottosopra. I leghisti di territorio confidano in Tajani, ma non possono dirlo, Salvini al momento è preso dal Congresso Lega che lo incoronerà per i prossimi quattro anni segretario con pieni poteri. Al Congresso sono attesi il presidente della Confindustria, Orsini (non perde un congresso, è andato anche da Calenda) il segretario dell’Ugl, Capone.

Naturalmente arriva tutto il vagone, in video, dei punkofasci, le rockstar che grazie a Salvini abbiamo imparato a conoscere: il delfino di Le Pen, Bardella, il leader di Chega, Ventura, e poi Abascal di Vox (ultimamente Meloni lo ha dimenticato a meno ottanta gradi, nella sala crioterapia) e Orbán. Si eleggeranno 25 delegati del Consiglio federale. I candidati del Veneto saranno solo otto. Giancarlo Giorgetti, oggi a Cernobbio, farà il presidente dei lavori, e paga dazio. Se l’appalaco Vance manda un saluto o se Musk si collega sarà interessante vedere se parte il fischio agli oriundi leghisti. A questo punto meglio Lorenzato du Brasil. Siamo a Firenze, la città di Francesca Verdini. Un consiglio. Caro Salvini: molla Trump e dedicale la Garota di Ipanema.

 

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio