Il video racconto
Il M5s in piazza contro le armi con De Crescenzo e il Pd. Schlein si defila
Conte guida il corteo: "Basta armi, fermiamoli". In piazza torna il vaffa per dire no alla guerra, al caro bollette e alle politiche del governo Meloni. L'ex premier arringa la folla: "Da qui parte l'alternativa"
Il Movimento 5 stelle torna a urlare. E lo fa per dire no alle armi. Oggi 5 aprile è stato il giorno della manifestazione lanciata dai pentastellati contro il piano di riarmo europeo presentato ormai quasi un mese fa dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Ma non solo: oggi in piazza i manifestati sono scesi anche per contestare il governo sulle bollette, sul caro energia, contro la guerra in Palestina e chi più ne ha più ne metta.
Lo slogan è stato "Basta armi, fermiamoli!". Ma la manifestazione è partita sotto il segno del caos. Il raduno era alle ore 13 a piazza Vittorio Emanuele a Roma. Da lì il corteo è arrivato ai Fori Imperiali, passando per via Cavour. Proprio lì è stato allestito un palco per l'occasione, ironicamente sotto all'Hotel Forum, lo storico albergo dove Beppe Grillo ha sempre pernottato nel corso delle sue trasferte romane.
Giuseppe Conte, accolto come una star, arriva alle ore 14.05 in testa al corteo. Rilascia alcune dichiarazioni mono tonali e pacate: "Siamo qui per ribadire il messaggio chiaro: no alle armi e alle politiche di guerra dell'Unione europea. Vogliamo investimenti sulla sanità". Solo qualche ora dopo, intorno alle 18, avrebbe urlato a squarciagola contro il presidente di Israele Benjamin Netanyahu dal palco dei Fori Imperiali.
"Sono contento che le principali forze di opposizione siano qui rappresentate", ha detto Conte, rispondendo a chi gli chiedeva degli altri partiti presenti. Da Alleanza Verdi e Sinistra sono arrivati, intorno alle 16, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Dal Partito Democratico, invece, una delegazione capitanata da Francesco Boccia, Marco Furfaro e Antonio Misiani. Elly Schlein alla fine non si è presentata, smentendo i diversi retroscena che questa settimana la vedevano intenta a organizzare una "scappata e fuga" per portare un saluto a Conte. Sulla sua assenza Furfaro al Foglio risponde spiegando che "la piazza non è del Pd, per questo lei non è venuta. Oggi è comunque una grande giornata per la democrazia".
Come annunciato, in piazza c'era anche l'influencer Rita Decrescenzo. Al Foglio ha spiegato: "Io sono qua come mamma, come donna e per dire stop alle armi", dichiarazione che strizza l'occhio a diverse battute di Giorgia Meloni. Insieme a lei anche le bandiere dell'associazione Libertas. Su una possibile sua candidatura l'influencer ha detto: "Io posso andare dove voglio, posso fare tutto".
Dopo il lungo – e lento – corteo, i manifestanti si sono riversati lungo la via dei Fori Imperiali. Lì, intorno alle 16 è partita la lunga sequela di interventi. Oltre ai leader delle opposizioni presenti, hanno parlato anche il giornalista Marco Travaglio e lo storico Alessandro Barbero, che ha inviato un videomessaggio.
L'intervento più atteso è stato quello di Giuseppe Conte. Che oltre a ribadire quanto già detto nel punto stampa due ore prima, ha lanciato un forte messaggio alle altre opposizioni. "Oggi si rompe quella farlocca luna di miele che Meloni ha costruito con una parte degli italiani con le menzogne e con le bugie. Oggi costruiamo il primo pilastro dell'alternativa a questo vergognoso governo", ha detto. Gridando. Il sottotesto potrebbe essere intestarsi la leadership di un'ipotetica alleanza di centrosinistra, che ha nel cuore la lotta contro la guerra e le armi.
Ma il presidente del Movimento non si è fermato lì: "No al riarmo, no ai tagli alla sanità, scuola e lavoro, ma maggiori investimenti. Ci vogliono fermare, intimidire, ci hanno detto che siamo vigliacchi. Da qui oggi parte una grande onda che si deve far sentire in tutto il paese, in tutta Europa. Ci siamo?". La manifestazione si è chiusa dopo le 19 e ha infranto tutti i record. Secondo gli organizzatori Conte ha radunato in piazza oltre centomila persone. Il messaggio lanciato all'alleata è lampante.
