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Rocca ha chiuso il rimpasto, ma non vuole ricandidarsi. Ipotesi Colosimo

Marianna Rizzini

Il presidente ha assegnato la delega all’Urbanistica all’assessore di Forza Italia Giuseppe Sciboni e la delega alla Protezione civile all’assessore della Lega Pasquale Ciacciarelli

Dopo mesi di stallo messicano – con la giunta laziale guidata da Francesco Rocca a lungo bloccata sull’orlo della crisi – un piccolo rimpasto ha riportato la concordia nella maggioranza, soprattutto tra i partiti contendenti Forza Italia e Lega, protagonisti di un ribaltamento nelle proporzioni (l’uno in crescita di consensi, l’altro in calo, motivo per cui Forza Italia, tra l’altro passata da tre a sette consiglieri, ha rivendicato in sostanza una nuova centralità). E dunque, qualche giorno fa, Rocca ha assegnato la delega all’Urbanistica all’assessore di Forza Italia Giuseppe Sciboni (che tiene Lavoro, Scuola, formazione e merito) e la delega alla Protezione civile all’assessore della Lega Pasquale Ciacciarelli (che mantiene le politiche abitative). E se, dall’estate, si sono susseguite varie riunioni senza esito positivo, a fine 2024 un incontro tra Rocca e il presidente locale di Forza Italia Claudio Fazzone ha sbloccato la situazione, portando, nel giro di un mese, al suddetto rimescolamento delle deleghe, con numero degli assessori in giunta rimasto invariato e con avviamento delle procedure per una modifica che permetterà di inserire nello statuto la figura dei sottosegretari.

 

“Non è una questione di potere”, ha detto Rocca, a rimpasto avvenuto: “Questa è una giunta forte che tiene e c’è un’azione di governo che va avanti”. Andare avanti, sì, ma non con l’intenzione del bis – contrariamente ad alcune dichiarazioni del governatore (“il mio obiettivo è essere eletto per un secondo mandato”, aveva detto Rocca celebrando i primi due anni di governo). Si narra infatti in zona Pisana che il governatore, ex vertice della Protezione civile, non abbia molta voglia di correre nel 2028: in tre anni molte cose possono cambiare, prima di tutto la motivazione a imbarcarsi nell’impresa, e possono cambiare anche altri, superiori equilibri (vedi alla voce governo centrale). Motivo per cui, nel centrodestra, in area meloniana, si sussurra il nome di un’altra possibile candidata da contrapporre alla candidata in pectore schleiniana per il Lazio Marta Bonafoni, consigliera regionale e coordinatrice della segreteria nazionale Pd: la deputata di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, già in passato consigliera regionale. Due donne che sono in politica fin da ragazzine, conoscono bene Roma e il Lazio e si sono già incontrate-scontrate sul campo. 

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  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.