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Roma Capoccia

Dai vinili alle casse bluetooth portatili: come la tecnologia musicale torna al passato

Gianluca Roselli

Da qualche tempo in città sono tornati gli stereo, in forma diversa ma il concetto è lo stesso. Per la gioia dei passanti, che devono sorbirsi la musica a palla. Prima i ragazzi stavano con le cuffie, ognuno per conto loro, ora fanno più casino ma almeno si parlano, col sottofondo musicale

La tecnologia, come l’abbigliamento, vive di corsi e ricorsi storici. Tutto prima o poi torna in auge. Una ventina d’anni fa, per esempio, chi avrebbe mai detto che sarebbero tornati di moda giradischi e vinili? E invece adesso, con la musica sempre più impalpabile by Spotify, c’è il gran ritorno ai dischi. Così pensavamo che il walkman fosse finito, e invece poi è arrivato l’iPod, che poi, con la musica negli smartphone, è passato pure lui. Pensavamo poi che non avremmo mai più visto quegli enormi e coatti stereo portatili che hanno imperversato per tutti gli anni Ottanta e parte dei Novanta, immortalati in tanti video dei primi rapper: Run DMC, Beastie Boys, Public Enemy. Col passare degli anni sono stati mandati in pensione da cuffie e auricolari di ogni tipo e genere. Da anni imperversano poi le cuffie wireless e bluetooth, ovvero quei “cuffioni” vistosi che, oltre ad assicurare un’acustica quasi perfetta, sono assai glamour. Fanno un po’ concorrente di TeleMike, però piacciono, soprattutto agli adolescenti. Molto meglio le cuffie, per la musica, degli auricolari, ormai utilizzati solo per telefonare.


Da qualche tempo, però, in città sono tornati pure gli stereo di cui sopra. In forma diversa, naturalmente, ma il concetto è lo stesso. Per strada, a passeggio, nei parchi o sulle panchine, si notano sempre più ragazzi armati di cassa bluetooth portatile, altrimenti detta “portable speaker”, che diffonde musica come prima facevano i vecchi stereo, ma collegata allo smartphone. Per la gioia dei passanti, che devono sorbirsi musica sparata a palla, come un tempo si era costretti a subire lo stereo del vicino di ombrellone in spiaggia. Ma è un modo assai più aggregante di ascoltare musica rispetto alle cuffie. Ed è un fenomeno trasversale a tutti i quartieri. Nei giardini di Monte Mario non c’è pomeriggio senza che un gruppo di ragazzi, maschi e femmine, si ritrovino sulle panchine a chiacchierare e ascoltare trap, con la cassa portatile. Lo stesso abbiamo visto a Piazza Testaccio, al Parco Nemorense e sulle panchine a piazza Perin del Vaga, al Flaminio. “Prima stavano tutti con le cuffie, magari con la stessa musica, ma ognuno per conto proprio. Ora fanno più casino e magari qualche adulto protesta, ma almeno tra di loro si parlano, col sottofondo musicale”, riflette una mamma al Flaminio, osservando la tribù del quartiere radunata intorno alla musica.


Da una piccola indagine scopriamo che l’oggetto in questione è in salita nelle vendite. “La cassa bluetooth portatile si è sempre venduta, perché viene acquistata per casa, ma negli ultimi mesi stiamo vendendo di più quelle più piccole e trasportabili, le ultra-portatili, che però sono meno potenti”, racconta un addetto di Euronics a Valle Aurelia. I modelli sono sfiziosi: colorati, divertenti, con manicotto per rendere il trasporto più agevole. Va molto, ad esempio, l’Urbanista (29 euro) dal design un po’ retrò, la cassa della Diesel (89 euro), quelle della Sony di varie dimensioni e potenza, quelle della Sonos (179 euro), ma ce ne sono anche di più economiche come Trevi (19 euro), Music Hero (24 euro), Hp (34 euro), GBL Go (37 euro), Soundcore 4 Go (29 euro), Anker (27 euro). Hanno una potenza da 5 a 90 watt, si caricano come un telefono e durano da 5 a 10 ore, a seconda del volume: più è alto e più si scarica prima. Abbiamo visto anche ragazzi soli, per strada, passeggiare con la cassa in mano, proprio come si faceva quarant’anni fa, con i vecchi stereo appoggiati sulla spalla. Preparatevi, perché in spiaggia, a Ostia e Fregene, sarà la moda dell’estate.

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