Vista dal tennis la polemica della Lega calcio sul derby è solo l’ultima ineleganza di un mondo in decadenza

Le date degli Internazionali sono note da due anni. La colpa è dell’arroganza del mondo del pallone che se n’è fregato programmando finale di Coppa Italia e stracittadina nella seconda settimana del tennis. Ma mentre l'Italia si sta godendo il periodo d’oro della racchetta, il calcio è sempre più nella polvere

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14 MAY 26
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Foto Ansa

Si è parlato troppo di calcio in questi Internazionali Bnl d’Italia 2026 che potrebbero essere i primi vinti da Jannik Sinner. Poiché l’assurda polemica andata in scena per la contemporaneità della finale (domenica 17 maggio) con il derby Roma-Lazio è davvero sintomatica di un mondo del calcio italiano che si merita di vedere la nazionale esclusa dai campionati del mondo per la terza volta di fila. E’ dovuto intervenire il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, per risolvere la situazione. Che però non è ancora risolta. Perché ieri la Lega Calcio, con la minaccia di far ricorso al Tar, ha rilanciato la proposta di giocare domenica alle 12 (e non più alle 12.30) chiedendo però alla Fitp la disponibilità a spostare la finale alle 17.30. “Questa è la proposta che abbiamo fatto al Viminale, se diranno no, faremo ricorso”, ha detto il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli. Dunque, il calcio non si dà per vinto. Ma domenica non c’è solo la finale maschile, prima ci sono i doppi e, comunque, chi va al Centrale per assistere a una finale pagata a carissimo prezzo magari non ci arriva all’ultimo momento, ma vuole godersi per qualche ora il “site” più bello del mondo, pranzare in uno dei ristoranti e fare shopping nei negozi. Tutto questo sarebbe difficile coi 47 mila tifosi romanisti in arrivo per il derby e i 700 laziali, poiché la Curva Nord non entrerà, per continuare la loro protesta contro Lotito. Ora arriva la richiesta di giocare alle 12, ma al Foro confidano che sia l’ordine pubblico, e quindi il prefetto, a fare da Cassazione in materia.
Un notevole caos, però, s’è registrato pure ieri sera, con la finale di Coppa Italia Lazio-Inter, con 60.700 spettatori tra laziali (che ieri hanno sospeso la protesta) e interisti, più il pubblico del tennis, con un programma di giornata andato lungo per le sospensioni per pioggia. L’atteso incontro Darderi-Jodar, per esempio, è iniziato solo alle 21. Ma le date degli Internazionali sono note da due anni, quindi la colpa è dell’approssimazione e dell’arroganza del mondo del pallone, che se n’è fregato programmando finale di coppa Italia e derby capitolino nella seconda settimana del tennis. Questione che ha provocato enorme irritazione nei vertici della Fitp e dell’Atp, tenuta a freno da una buona dose di diplomazia. “Lo spostamento del derby al lunedì è un segno dei tempi, si incomincia a tenere conto che il calcio non è l’unico sport che si disputa in Italia, significa che stiamo diventando un paese più evoluto e migliore”, è stato il commento di Angelo Binaghi, uno che di solito non le manda a dire, di fronte alla decisione del prefetto. Ma lo stesso Binaghi, forte dei numeri in ascesa della Fitp, di recente non si è sottratto dal punzecchiare il pallone. “Il tennis in Italia ormai è pronto a superare il calcio”, ha dichiarato in una recente intervista al Foglio.
Lui, del resto, si sta godendo il periodo d’oro della racchetta col numero uno del mondo finalmente italiano, più altri 3 nei primi 20 del ranking, e Internazionali e Atp Finals di Torino tra i tornei più seguiti al mondo. Mentre il pallone è sempre più nella polvere. A Roma quest’anno si punta a raggiungere i 400 mila spettatori e a superare il miliardo di euro di indotto per la città. Lunedì scorso nel “site” si è battuto il record di 43 mila spettatori giornalieri tra il Centrale, la Supertennis Arena, la Bnp Paribas Arena allo stadio dei marmi, il Pietrangeli e il Ground. Entusiasmante il passaggio delle Frecce tricolori sul Foro italico verso mezzogiorno, mentre qualche problema lo sta dando la folla: quando i tifosi si accalcano sotto il ponte sospeso per salutare i giocatori si crea un fastidioso effetto imbuto. Ma il vero guaio, anche quest’anno, sono i tifosi-scommettitori che disturbano i giocatori per indurli all’errore, fenomeno che restituisce una pessima immagine al tennis italiano. “A Roma ci sono scommettitori ovunque. Queste persone vanno allontanate e l’Atp deve aumentare la sicurezza”, le dure parole di Lorenzo Musetti. Basterebbe anche solo un ispettore per campo che avverte la security in caso di disturbo organizzato, ma ancora non si fa. E non lo possono fare di certo gli steward del Foro Italico, spesso ragazzi e ragazze molto giovani. Ci deve pensare l’Atp con un apposito servizio di sicurezza, dicono.