Roma Capoccia
Rinaldi: "La Lega mi ha candidato ed è sparita, con Vannacci ora troviamo l'anti Gualtieri"
L'ex europarlamentare del Carroccio era stato indicato a gennaio da Salvini come candidato sindaco di bandiera: "Ma dopo l'annuncio, mi hanno lasciato solo", dice lui che la settimana scorsa ha lasciato il partito per passare con Futuro nazionale

"Dopo quattro o cinque giorni dal lancio della candidatura ci sono state tracce di eventi della Lega a supporto? A me non risultano. Neanche mezzo evento del partito a sostegno di 'Rinaldi sindaco'". Antonio Maria Rinaldi non nasconde una certa frustrazione. Era il 23 gennaio e la Lega annunciava la candidatura dell'ex europarlamentare, chiamato affettuosamente dagli amici "Bombolo", come sindaco di Roma. Solo che poi, dice lui, il Carroccio se lo è dimenticato. "In genere quando si lancia una candidatura di una persona all'interno del proprio partito, poi la si supporta materialmente. Si fanno conferenze stampe, convegni, incontri… a me invece è stato detto 'armiamoci... e poi parti tu'".
Adesso comunque il problema è risolto. Alla fine della scorsa settimana Rinaldi ha abbandonato la Lega e Matteo Salvini ed è approdato in Futuro nazionale. Novello luogotenente capitolino del generale Vannacci. Sarà lui, proviamo dunque a chiedergli, a portarla alla guida del Campidoglio? "No, non c'è nessun tipo di mia corsa all'interno di Futuro nazionale. Siamo pronti a candidare qualcuno a Roma, ma non sarò io", ci ferma subito lui.
Quindi non aveva l'ambizione di indossare la fascia tricolore? "Qui c'è un grosso equivoco", risponde l'ex leghista. "La Lega mi aveva chiesto la disponibilità a esser il candidato di bandiera per stimolare gli amici del centrodestra a darsi una mossa e non arrivare all'ultimo momento con la candidatura. A queste condizioni io avevo accettato, solo che poi mi hanno lasciato solo".
C'entra anche questo con il suo passaggio dalla Lega al partito di Vannacci? Salvini l'ha fatta arrabbiare? "No, il 99,9 per cento della mia decisione è dovuto al fatto che la Lega ha tradito i tratti identitari che ci avevano portato a prendere il 34 per cento alle europee del 2019. Non mi sono più riconosciuto in questo nuovo corso. E' legittimo cambiare linea, legittimissimo, lo fanno tutti i partiti, ma è anche legittimo che chi non ci si riconosce più dica 'grazie, e arrivederci'", dice l'ex europarlamentare che per anni ha rappresentato l'anima più genuinamente e folcloristicamente No euro del partito.
E invece su Roma lei adesso non è più candidato? Lo conferma? Siamo sicuri che il generale non la voglia per sfidare Gualtieri? "Guardi, a parte che tra l'attuale situazione e la precedente non vedo grande differenza, visto che al di là delle dichiarazioni ufficiali, nonostante io abbia sollecitato moltissimo il partito, mi sia addirittura dimesso da presidente di una società quotata per serietà, la Lega non ha fatto nulla e dietro di me non c'era nessuno; ma in ogni caso posso garantire al mille per mille che non sarò io il candidato di Fn a Roma".
E chi allora? "Il generale sta cercando una figura forte da presentare qui come è già stata individuata a Milano. Si stanno scandagliando diversi profili. La nostra proposta arriverà presto".
Ma così non rischiate di far rivincere il sindaco uscente e candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri? "'Sfilacciate il fronte', ci accusate voi. Ma io invece dico un'altra cosa: il centrodestra a Roma vuole vincere? Qual è il loro candidato? Semplicemente non c'è. E dato che in politica il vuoto non esiste, noi lo riempiamo e presentiamo il nostro", se vorranno poi potranno seguirci e sostenerlo. "Sono così tanti i profili che non sappiamo neppure più come prenderli tra le nostre fila".
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A Roma da sempre, anzi dal 1992, a eccezione di una parentesi di due anni a Perugia per studiare giornalismo. Una laurea in Economia. Prima del Foglio, ha scritto per OmniRoma, Agenzia Nova e il Tempo. Tende ad appassionarsi a troppe cose rispetto al tempo che una vita concede
