ROMA CAPOCCIA
La Lazio senza la Lazio. I tifosi disertano lo stadio per cacciare Lotito
La contestazione contro la proprietà si allarga: niente abbonamenti, niente pay tv, Olimpico vuoto e pressione anche su Forza Italia. Il presidente però non sembra intenzionato a vendere
13 GIU 26

Foto Ansa
La situazione è talmente surreale che poi, ogni tot, partono voci incontrollate. Una delle ultime narra che Claudio Lotito abbia messo su una cordata per comprarsi la Reggina, quindi “se acquista la squadra calabrese, significa che vende la Lazio”, dicono le chat dei tifosi, con alcuni che sperano, pregano e ancora sperano. “Ma per ora non c’è niente di vero, è una bufala, tutta fuffa!”, dicono altri per raffreddare gli animi. Parliamo della protesta più surreale mai andata in scena nel calcio italiano: lo sciopero del tifo contro Lotito dei sostenitori biancazzurri. Che a inizio di giugno hanno stilato un duro comunicato contro la proprietà della Lazio annunciando che anche per la prossima stagione non andranno allo stadio e non sottoscriveranno alcun abbonamento, lasciando la curva nord e anche le tribune vuote (30-40 mila tifosi assenti), con l’unica eccezione per i due derby con la Roma. Non solo: hanno pure annunciato la disdetta alle pay tv, con l'obiettivo di provocare un ulteriore danno economico, dato che gli unici introiti della società, oltre a biglietteria e sponsor, sono i diritti televisivi. Sui social in queste ore è un profluvio di video di tifosi che postano i video di disdette a Sky e Dazn. “Ci troveremo per vedere le partite al pub”, ironizza qualcuno. Ma c’è pure un risvolto politico, ché il boicottaggio riguarderà anche il partito del senatore Lotito: Forza Italia. Con qualcuno che vorrebbe estenderlo all’intero centrodestra, così “di sicuro li facciamo perdere a Roma”.
Lo sciopero del tifo è iniziato quest'anno, dopo il mercato di gennaio, in cui Lotito ha solo venduto. L’Olimpico è rimasto semivuoto tranne per Lazio-Milan e per la finale di Coppa Italia, Lazio-Inter. Ma il malcontento va avanti da almeno un paio d’anni. L’accusa è la seguente: Lotito non investe più nella squadra, tira a campare, quindi se non ci crede più e non ha soldi da investire, lasci e si faccia da parte e metta la società sul mercato. Il presidente, però, sembra inscalfibile: va avanti per la sua strada e a vendere sembra non pensarci. E ora sulla panchina è appena arrivato Rino Gattuso. “Gattuso mi sta simpatico, può essere una buona scelta, vedremo. Ma la situazione non è più sostenibile. Giocare senza il sostegno dei propri tifosi è come stare sempre in trasferta. E’ molto penalizzante dal punto di vista sportivo. Condivido tutti i motivi della protesta, che è giusta anche se non dovesse raggiungere il suo scopo. Del resto, chi non la condivide…?", osserva Franco Cordelli, autorevole critico teatrale italiano, firma del Corriere della Sera. “Nell’ultimo paio d’anni la società e la squadra si sono sgretolate, ormai vedere giocare la Lazio è noiosissimo, anche quando vince…”, sottolinea Cordelli.
In queste settimane s’è visto di tutto: una petizione di 47 mila firme di tifosi contro il presidente; il Tempo che ogni giorno intervista un tifoso vip in una rubrica chiamata Agorà Lazio; Pino Insegno che ha riscritto l’orazione di Marco Antonio e pure il monologo del replicante di Blade Runner in chiave anti-Lotito; la chat di tifosi e giornalisti biancazzurri che ribollono, dividendosi tra estremisti e moderati. “Ogni protesta è legittima, a patto che sia pacifica e questa mi sembra addirittura gandhiana: uno strumento che i tifosi hanno per contestare è lo sciopero del tifo e lo stanno mettendo in atto. E’ una manifestazione di disappunto condivisibile verso la gestione della società. Del resto, siamo tutti scontenti dei risultati degli ultimi due anni. Ho qualche dubbio però che la protesta ad libitum possa portare a qualche risultato. Potrebbe non servire a niente…”, sostiene Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore de La Zanzara su Radio 24. Che aggiunge: “Io non mi iscrivo al partito degli anti-lotitiani di professione, il presidente ha fatto cose buone, anche se ora dovrebbe tornare a far sognare i tifosi. Però ecco il boicottaggio politico a Forza Italia, quello sì, mi sembra una stronzata…”. Le voci più disparate, intanto, continuano: ieri il titolo Lazio a Piazza Affari è risalito e, secondo il sito Calcio e Finanza, sarebbe dovuto ai sussurri su “possibili comunicazioni di Lotito al mercato finanziario entro la fine della settimana, a Borsa chiusa”. Quindi vende?
