Gualtieri studia il metodo Mamdani. Da New York a Roma, la sinistra cerca voti con l’affordability

I comunicatori del sindaco di New York incontrano quelli del Campidoglio per ragionare sulle prossime campagne elettorali. Casa, trasporti, sanità e carovita: la nuova parola d’ordine è rendere le città più accessibili. E Gualtieri, in corsa per il bis, punta a raccontare non più il sindaco, ma come cambia Roma

15 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 14:12
Immagine di Gualtieri studia il metodo Mamdani. Da New York a Roma, la sinistra cerca voti con l’affordability
New York chiama Roma che chiama New York e viceversa, letteralmente, nel senso del gemellaggio Roberto Gualtieri-Zohran Mamdani e della campagna elettorale imminente, in cui il sindaco dem corre per il bis. Un gemellaggio che s’è fatto scambio di internettiane dritte lunedì scorso, in Senato, dove, su iniziativa del senatore dem Filippo Sensi, hanno preso parte a un incontro sul come parlare all’elettore di “l’affordability”, tra gli altri, i comunicatori del sindaco di New York Anthony Di Mieri e Debbie Saslaw; Daniele Cinà, capo della comunicazione digitale di Gualtieri; il giornalista Thomas Osborn (Icom) per un’analisi sul premier inglese Andy Burnham (e con un focus sui casi Spagna e Germania).
“Affordability”, cioè “accessibilità”, la parola magica per le campagne odierne sul territorio che non ha un vero corrispettivo italiano, ma è intesa come “possibilità di condurre una vita dignitosa” in una città. Sono i temi che si pensa saranno in cima all’agenda pre-elettorale: casa, sanità, trasporti, carovita. E infatti Cinà racconta di come si è passati, nel caso di Gualtieri, e con lo sguardo anche al secondo mandato, dallo “storytelling allo storydoing”, per raccontare “non il sindaco, ma la città”, e proprio nel momento in cui i cittadini avrebbero potuto prendere metaforicamente i forconi per i tanti cantieri. I comunicatori americani hanno connotato l’agenda dell’affordability come una questione di “dignità delle persone e dei servizi”. “Siamo partiti dalle necessità di base delle persone”, ha detto Di Mieri, uno dei “quattro amici che non volevano cambiare il mondo” ma hanno fatto eleggere Mamdani, “e abbiamo cercato di rendere più abbordabili i servizi che riguardano aspetti fondamentali della vita: salute, lavoro, tempo, spostamenti. Ma non si tratta solo di efficienza”. Nel primo anno in Campidoglio, ha ricordato Cinà, si sono dovuti “riempire cassetti vuoti con risposte, e il processo per così dire di ideazione di una visione ha richiesto del tempo”. Poi sono arrivati i video del sindaco live da questo o quel cantiere, e il social media manager dice: “Ci siamo concentrati sul come cambiava la città, non solo nella sua fisionomia”, ma anche e soprattutto “nell’atteggiamento dei cittadini, man mano che si recuperava sulla fiducia”. Le esperienze di Berlino e della Spagna confermano: dall’affordability bisogna passare.