Cartellone

di Luca Fiore
Steve McQueen è diventato noto al grande pubblico per i suoi film. Per “12 anni schiavo” ha vinto anche il Premio Oscar per la regia. In realtà, l’artista inglese nasce come video-artista e nel 1999 si è aggiudicato il Turner Prize. Quella della Tate Modern è la prima mostra in Inghilterra dopo vent’anni e presenta opere realizzate in questo periodo. C’è “Static”, del 2009, che ritrae la Statua della Libertà. C’è “Western Deep”, del 2002, che è la discesa nella più profonda miniera al mondo. C’è “Charlotte”, 2004, un primo piano dell’occhio di Charlotte Rampling. Sono come piccoli componimenti lirici, di un poeta capace di scrivere anche il grande romanzo.
Londra, Tate Modern. “Steve McQueen”. Fino all’11 maggio
info: tate.org.uk
Cinquantacinque immagini scattate tra le rovine di Pompei, dove l’artista ha collocato, in un gesto di pietà, le copie dei calchi originali dei corpi di alcune vittime dell’eruzione del 79 d. C. Kenro Izu (Osaka, 1949) è un maestro della fotografia di grande formato, che si è messo in testa che sulla pellicola si possa imprimere il senso del sacro che emana da certi luoghi. Dall’Egitto alla Cambogia, dall’India alla Siria, il Tibet… Il suo austero bianco e nero arriva a Pompei per intonare un inno funebre. Per gli uomini che morirono e per il loro mondo, che finì sotto terra insieme a loro.
Modena, Manifattura Tabacchi Modena. “Kenro Izu. Requiem for Pompei”. Fino al 13 aprile
info: fmav.org
di Mario Leone
Arcadij Volodos è quel tipo di artista che unisce tecnica trascendentale e suono orchestrale della “scuola russa” pur conservando brillantezza e fine coerenza di pensiero tipico della scuola napoletana. Non per nulla è definito il nuovo Horowitz. Un pianista a cui è difficile trovare qualche pecca. Nella stagione del Teatro Petruzzelli di Bari propone alcuni suoi cavalli di battaglia presi dal repertorio di Franz Liszt e Robert Schumann.
Bari, Teatro Petruzzelli. Domenica 1° marzo, ore 19
info: fondazionepetruzzelli.it
Benedetto Lupo è un’eccellenza italiana ammirata in tutto il mondo. Il pianista barese è fuori dai riflettori della classica: schivo e molto poco social, si concentra solo sulla musica. Il suo repertorio è vasto e risente dell’interesse a esplorare nuove musiche e accostare mondi lontani. Il concerto per “Perugia musica classica” vede le inquietudini della Sonata per pianoforte di Janácek, il pianismo “puro” dei Preludi di Rota e del giovane Skrjabin, che pur ispirandosi a Chopin realizza un’originale e personale collocazione espressiva.
Perugia, Sala dei Notari. Sabato 29, ore 17.30
info: perugiamusicaclassica.com
di Eugenio Murrali
“Esodo”, lo spettacolo scritto e diretto da Simone Cristicchi è fatto di piccole e umili storie di italiani che, dopo i Trattati di Parigi del 1947, lasciarono i territori dell’Istria, passati alla Yugoslavia. Un esodo di migliaia di persone, documentato anche dal Magazzino n. 18, dove molti deposero gli oggetti che avevano, a volte a fatica, portato con sé nella speranza di un nuovo inizio: sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli. Il Magazzino n. 18, nel Porto vecchio di Trieste, diventa così luogo di memoria e punto di partenza per il racconto del dolore di tanti.
Roma, Teatro Vittoria. “Esodo”, di Simone Cristicchi. Fino all’8 marzo
info: teatrovittoria.it
Doruntina Basha è una drammaturga kosovara che ha scavato dentro la storia del proprio popolo. L’esito del suo studio è il dramma “Il dito”, messo in scena da Carlo Sciaccaluga con Chiara Baffi e Alessandra Pacifico Griffini. Le due protagoniste, Vajza, la nuora, e Zoja, la suocera, vivono intorno a un uomo, marito dell’una e figlio dell’altra, scomparso da dieci anni. Nella dimensione domestica si esprime un’attesa piena di angoscia, di astio ed emerge quanto avvenuto in molte famiglie che, durante la guerra del 1998-1999, hanno visto scomparire nel mistero un familiare.
Napoli, Ridotto del Mercadante. “Il dito”, di Doruntina Basha. Fino al 1° marzo
info: teatrostabiledinapoli.it