L’altra trade war che fa male a samsung

5 AGO 19
Ultimo aggiornamento: 00:12 | 6 AGO 19
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Da circa un mese è in corso una guerra diplomatica molto violenta tra Giappone e Corea del sud che sta mettendo in difficoltà gravissima le aziende sudcoreane di tecnologia. Un alto dirigente di Samsung, qualche giorno fa, ha detto a Reuters che “il Giappone ci sta lentamente strangolando il collo”, dopo che Tokyo ha imposto forti limitazioni alla vendita di tre materiali necessari per la produzione di microchip. Il Giappone ha un semi monopolio su questi materiali, e le aziende come Samsung, che è il primo produttore di chip al mondo, faticano a trovare fornitori alternativi. Russia e Cina hanno fatto delle offerte ma, per esempio, il grado di purezza del fluoruro di idrogeno giapponese è ineguagliato e necessario per la produzione di chip ad alto rendimento. Le aziende coreane hanno cercato di ottenere i materiali giapponesi da altre fonti, per esempio ricomprandoli dalla Cina o da Taiwan, ma il governo di Seul ha sconsigliato l’operazione.
Le sanzioni informali sono arrivate dopo che l’autunno scorso un tribunale coreano ha deciso che alcune aziende giapponesi che operavano in Corea del sud durante la Seconda guerra mondiale, quando il paese era una colonia di Tokyo, devono risarcire alcuni cittadini sudcoreani per averli sottoposti ai lavori forzati. Tokyo sostiene che tutte le dispute dell’epoca coloniale erano state risolte con un trattato del 1965, ma il governo di Seul non ne vuole sapere. La guerra diplomatico-commerciale che è nata è enorme, riguarda anche il turismo, e Samsung è soltanto la vittima più evidente.