Monti taglia 12 miliardi di spesa e l'Irpef per i redditi più bassi

Stanotte il governo ha approvato la legge di stabilità: per rastrellare 12 miliardi da destinare all’economia reale, il Tesoro ha proposto una serie di tagli a regioni ed enti locali nonché a diversi ministeri. In discussione anche riduzioni della spesa sanitaria (fino a un miliardo e mezzo di euro).
9 OTT 12
Ultimo aggiornamento: 20:03 | 11 AGO 20
Immagine di Monti taglia 12 miliardi di spesa e l'Irpef per i redditi più bassi
Stanotte il governo ha approvato la legge di stabilità: per rastrellare 12 miliardi da destinare all’economia reale, il Tesoro ha proposto una serie di tagli a regioni ed enti locali nonché a diversi ministeri. In discussione anche riduzioni della spesa sanitaria (fino a un miliardo e mezzo di euro). La Legge di Stabilità blocca inoltre gli incrementi contrattuali per i dipendenti del pubblico impiego e l’indennità di vacanza contrattuale per il 2013 e 2014. Degli 11,6 miliardi di risorse da reperire, la voce più onerosa è quella di 6,5 miliardi destinata a evitare l’aumento dell’Iva dal primo luglio 2013. Tra i provvedimenti anche il taglio dell'Irpef sui due scaglioni di reddito più bassi. Inoltre il governo rifinanzierà la defiscalizzazione dei salari di produttività (1.670 milioni nel 2013 e 526 milioni nel 2014), indispensabile per sostenere il patto tra le parti sociali sulla produttività.

Sulla (contro)riforma delle pensioni Ragioneria e governo smentiscono il Parlamento. “Dall’esame della relazione tecnica predisposta dall’Inps e trasmessa dal ministero del Lavoro si rileva che il complesso delle disposizioni in esame, dirette ad abbassare significativamente l’età media di accesso al pensionamento, determina oneri di rilevante entità, compromettendo non solo gli effetti della riforma operata con il decreto legge 201/2011 (riforma Fornero, ndr) ma anche quelli del complessivo processo di riforma implementato negli ultimi 10 anni”. E’ quanto affermato dalla Ragioneria generale dello Stato nell’esame delle coperture della proposta di legge Damiano sugli esodati. Con il progetto di cui è primo firmatario l’ex ministro del Lavoro del Pd, Cesare Damiano, e sostenuto da tutti i rappresentanti della Commissione Lavoro della Camera (Giuliano Cazzola, Pdl, unico escluso), l’attuale impianto della riforma pensionistica verrebbe messo in discussione “sia sul piano finanziario sia sul piano degli obiettivi di innalzamento dell’età media di accesso al pensionamento”. La Ragioneria ha segnalato inoltre che per la copertura non si può ricorrere a “generici interventi” sul settore dei giochi.

La Tobin Tax in Europa ci sarà. Undici paesi hanno aderito alla cooperazione rafforzata sulla tassa sulle transazioni finaniarie. Lo ha annunciato ieri il commissario Ue per la Fiscalità e l’unione doganale, Algirdas Semeta, al dibattito all’Ecofin. I paesi che si sono aggiunti ieri agli otto già considerati sicuri, per raggiungere la maggioranza necessaria di nove membri, sono stati Italia, Spagna e Slovacchia. Bruxelles ora dovrà comunque mettere a punto la proposta, chiarendo in particolare la questione della destinazione del gettito previsto per la quale esistono ipotesi diverse.

La sinistra francese è molto rigorista (non a maggioranza assoluta). Il Fiscal Compact, trattato europeo che comporta vincoli ferrei sul bilancio pubblico, è stato approvato ieri dall’Assemblea nazionale francese con 477 voti a favore e 70 contrari. Gran parte dell’opposizione conservatrice ha votato a favore. Più frastagliata la situazione della Gauche: secondo Le Monde, da sinistra il trattato ha ottenuto soltanto 282 “sì”, dunque non la maggioranza assoluta (289) di tutti gli eletti di sinistra. Ecologisti, Front de gauche e alcuni dissidenti socialisti hanno votato contro. Il presidente della repubblica francese, François Hollande, ha dichiarato: “La gauche si è unita per votare questo trattato, non ha avuto bisogno dei voti della destra”, avendo ottenuto comunque la maggioranza assoluta dei voti espressi ieri in aula dalla sinistra.

Mario Draghi è molto federalista. “Nel futuro, quanto prima ci sarà una sovranità condivisa sovrannazionale tanto meglio sarà”. Ad affermarlo, nel corso di un’audizione al Parlamento europeo, è stato il presidente della Banca centrale europea.
Quanto pesa l’export rispetto al pil
(dati in percentuale riferiti a tutto il 2011)