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Apocalypse not now

Saverio Raimondo

Rassicurazioni da un noto pessimista: non sarà un asteroide a distruggerci

E’ circolata in questi giorni già abbastanza caotici la notizia che 2024 YR4 – che nonostante il nome non è un figlio di Elon Musk, ma un asteroide – sia in rotta di collisione con la Terra. Inizialmente, le probabilità che l’asteroide potesse colpirci erano date all’1,3 per cento; e giù tutti a ridere e scherzarci sopra. Niente panico, insomma. Ma nel corso dei mesi, di giorno in giorno, di osservazione in osservazione, andando e tornando dal telescopio alla calcolatrice e viceversa, le probabilità di collisione fra il nostro pianeta e il corpo celeste di cui sopra sono salite all’1,9 per cento; poi 2,6 per cento; poi ancora 2,9 per cento; fino ad arrivare alla scorsa settimana, quando, per la prima volta da quando esiste il monitoraggio spaziale, le probabilità di impatto sono state calcolate superiori del 3 per cento, una sorta di soglia di sbarramento spaziale (3,1 per cento, per l’esattezza). Poi, negli ultimi giorni, la probabilità è nuovamente scesa sotto la soglia critica, ma insomma, ormai il panico è fatto. Questo è un giornale ottimista, si sa, e gli ottimisti in fatto di catastrofi e fine del mondo non ci capiscono niente. Negano, come minimo minimizzano. Tocca a me dunque, noto pessimista cronico, tranquillizzare le masse. Non certo convincendole che l’impatto non ci sarà: se il mondo non finisce tanto meglio, ma da bravo pessimista so che la cosa migliore è prevedere le catastrofi, darle per certe e ineluttabili, così da arrivarci preparati; se poi invece va tutto bene, sarà una bella sorpresa. Allora lasciate che vi illustri il lato positivo di un’eventuale collisione Terra-asteroide. Prima di tutto la data: 22 dicembre 2032, prima di Natale, così da risparmiarci regali e visite dai parenti. (Oltre al fatto che c’è dell’ottimismo nel pensare che il mondo finisca nel 2032: tocca vedere se Trump e Putin lasciano ancora qualcosa da distruggere all’asteroide o penseranno a tutto loro già nei prossimi anni, se non mesi). Aggiungo: sapete cos’altro è previsto il 22 dicembre 2032? Il ponte sullo Stretto! Dovrebbe inaugurare proprio quel giorno lì. E pensate se l’asteroide dovesse cadere proprio sul ponte appena inaugurato, un taglio del ponte al posto del nastro! Con la fortuna che porta il ministro Salvini, direi che la probabilità è superiore del 3,1 per cento. Ma veniamo alle vere ragioni per cui essere ottimisti: l’asteroide in questione è piccolo. Non solo è previsto che nel corso di questi anni, lungo la traiettoria, dovrebbe perdere l’80 per cento della sua massa – stando al suo dietologo; ma anche dovesse rimanere così come è adesso, stiamo parlando di un asteroide di piccole dimensioni – e come ci insegnano le astrofisiche, contrariamente a quanto sostengono i loro colleghi uomini, le dimensioni contano. Per capirci, quello che ha provocato l’estinzione dei dinosauri aveva un diametro di 10 chilometri, questo invece fra i 40 e i 100 metri: al massimo ci fa la fiancata. Occhio agli specchietti. Insomma, l’eventuale impatto fra questo asteroide e la Terra sarà più un tamponamento. Non servirà Bruce Willis stavolta, basterà un cid per fare una constatazione amichevole.

 

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