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Michele Emiliano, un romanzo pugliese
Lagioia, Desiati, Genisi, Carrisi: la storia del presidente della regione Puglia secondo gli scrittori
Sembra una romanzo, forse grottesco. Il soggetto d’una commedia all’italiana. Set: Albergo delle Nazioni, cinque stelle sul lungomare di Bari dove Alberto Sordi girò Polvere di stelle con Monica Vitti. Primo attore: non Alberto Sordi ma Michele Emiliano, primo cittadino di Puglia. Prima attrice: non Monica Vitti ma Nancy Dell’Olio, pugliese di mondo ed ex fidanzata di Sven-Göran Eriksson. Ma ecco: gran cinema a parte, qui il parallelo con la più recente storia d’Italia è persino scontato. Di questa vicenda barese i giornali titolano che Nancy (al secolo Annunziata) non è Monica Vitti ma la nuova Boccia (nel senso di Maria Rosaria). E che la giunta regionale, oltre che un set, è il nuovo Collegio romano.
Sicché la domanda che tutti si pongono, e che il Foglio pone ai pugliesi che le storie (romanzi, soggetti, trame, sceneggiature) le scrivono, è: sarà forse questa la nuova soap ambientata in Terra di Bari? Il nuovo romanzo gossipparo da leggere o dal quale tenersi alla larga dopo il Boccia-gate?
Il premio Strega Nicola Lagioia (nato a Bari, già direttore del Salone del Libro) della vicenda non non s’interessa. Anzi, con elegante disimpegno dice: “Se non mi cimentavo con Silvio Berlusconi, s’immagini se mi competono le corna minori! Questi pettegolezzi non solo non m’importano ma penso anche che, dopo vent’anni impiegati a uscir fuori dal cono d’ombra, è triste che la Puglia sia percepita quale turistificio…”. E in effetti, a proposito di turismo, il governatore Emiliano aveva promesso a Dell’Olio di nominarla “ambasciatrice della Puglia nel mondo”. “Questa vicenda – dice ancora lo scrittore – è un copione che si ripete: è un po’ come quando al Ministero della Cultura si parlava di Boccia per non parlare dell’operato del ministro. O come quando si parla dell’eloquio difficile di Alessandro Giuli per non dire che il suo ministero non ha un soldo. È gossip, solo gossip, capisco interessi. Ma io mi interesso di altro”. Ossia della Puglia letta e scritta sotto una lente colta.
L’altro Premio Strega, Mario Desiati (nato a Locorotondo), a sentire il raccontino pugliese ne esce persino “spatriato”, per dirla con il suo libro. E non certo per snobismo. Ma perché la sua mente, dice, è “tutta sulle storie da raccontare”, e non sui commenti d’attualità.
Tutt’altro invece è il filtro pop di Gabriella Genisi (Bari), che il Premio Strega non l’ha vinto, d’accordo, ma ha comunque inventato la femmina del Commissario Montalbano. La vicequestora Lolita Lobosco, divenuta protagonista della serie tivù su Rai1 prodotta Luca Zingaretti, dove interprete è la moglie Luisa Ranieri. Per Genisi, scrittrice e collaboratrice di TuttoLibri, “è solo una polemica montata, e la sensazione semmai è quella di un rapporto di collaborazione esaurito, insomma niente di che”. Quindi non c’è, in questo caso, la questione femminile (e femminista)? Non è questa la storia d’una professionista tenuta appesa a contratti smozzicati e d’un maschio di sinistra che sotto sotto è un lupo travestito? “Ma no – sostiene Genisi – Nancy Dell’Olio non è una ragazzina. E’ una donna consapevole alla quale forse non è riuscita la missione di ‘ambasciatrice di Puglia’ nel mondo”. Sarà. Comunque: l’Albergo delle Nazioni, la diceria d’una liason tra i due, l’ambasciatrice… E’ una storia triste, ma anche comica. Come un film di Sordi. O no? “Le scene che racconta Dall’Olio mi sembrano inverosimili, e più che comico trovo grottesco che la Puglia finisca nell’occhio del ciclone per questioni di gossip”. Che sia solo gossip, il tempo potrà dirlo.
Intanto facciamo una telefonata a Donato Carrisi (Martina Franca), scrittore drammaturgo e regista, premio Bancarella e David di Donatello, che solo per equivoco scambiamo – lui sì – per ambasciatore della Puglia nel mondo. Carrisi – il più famoso, il più tradotto, il più venduto – in Puglia non abita da ventisei anni e di questa storia, spiega, non ha letto che i titoli. Fa dunque una risata e poi dice che altre storie lo appassionano. Che la Puglia è fuori dai suoi radar. E allora forse è vero che ci vorrebbe un ambasciatore. Più che della Puglia, della commedia pugliese nel mondo.