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Saverio ma giusto

Sunita Williams e Butch Wilmore tornano sulla Terra: che trauma!

Saverio Raimondo

Sono partiti a giugno, quando il presidente degli Usa era Joe Biden, l'America era una democrazia liberale, c'era il libero scambio. Tornano e trovano Trump alla Casa Bianca, Musk che fa i saluti romani, i messicani deportati, il Golfo d'America e neanche più un uovo! Meglio lo Spazio?

La vicenda è nota, ma merita di essere raccontata di nuovo da una prospettiva inedita: il 5 giugno 2024 gli astronauti della Nasa Sunita Williams e Butch Wilmore sono partiti da Cape Canaveral a bordo della capsula spaziale Starliner di Boeing, destinazione la Stazione Spaziale Internazionale. I due sarebbero dovuti stare sull’ISS per otto giorni, per poi tornare sulla Terra: una settimana di trasferta come capita a tanti lavoratori. Senonché la Starliner, alla sua prima missione spaziale, ha presentato sin dal viaggio d’andata dei malfunzionamenti: pare vi fossero perdite di elio all’interno della navicella, e si accendeva sempre la spia dell’olio. Dunque il rientro otto giorni dopo con la Starliner non sarebbe stato sicuro (valla a trovare un’officina aperta nello Spazio, per giunta d’estate); e così la Nasa ha detto ai due astronauti americani di attendere un passaggio da qualcuno di rientro sulla Terra, una specie di autostop galattico. Ma lo Spazio non è esattamente trafficato, non ci passa neanche la corriera, e i giorni hanno iniziato a diventare settimane, poi mesi... Immaginate se i due avevano programmato le vacanze ad agosto, o anche solo un appuntamento dal dentista. E così Suni Williams e Butch Wilmore sono rimasti nello Spazio… fino a mercoledì scorso!

Dovevano stare nello Spazio solo otto giorni, e invece sono rientrati con nove mesi di ritardo: praticamente un viaggio con Trenitalia. A riportarli a casa è stata una navicella della Space X, la compagnia spaziale di Elon Musk, che certifica così di essere un fascista: riportando sulla Terra i due astronauti abbandonati per mesi nello Spazio, Elon Musk ha fatto anche cose buone. Tutto è bene quel che finisce bene, anche se con le tempistiche di una radiografia in Italia? Non esattamente: mettiamoci infatti per un attimo nelle tute spaziali dei due astronauti. Suni Williams e Butch Wilmore partono dal pianeta Terra a giugno, che il presidente degli Stati Uniti è Joe Biden, c’è il libero scambio fra paesi, e l’America è una democrazia liberale; tornano, e trovano Donald Trump alla Casa Bianca, Elon Musk che fa i saluti romani, i messicani deportati, il Golfo del Messico che sia chiama Golfo d’America... e non ci sono manco più le uova! A causa dell’influenza aviaria – e della sua gestione dissennata da parte di Kennedy Jr – la moria di galline ha portato a una scarsità di uova nel paese con il più alto consumo di tuorli e albumi a guscio; e adesso con i dazi manco a dire che gli Usa le comprano dall’estero, o si ritrovano a pagare un ovetto del contadino come un uovo Fabergé. Fortuna che almeno Israele e Palestina sono ancora in guerra: in un mondo così instabile e imprevedibile, il conflitto in medio oriente è l’unica certezza, l’unico punto fermo, una stella polare (oltre che polarizzata). Dunque pensate a questi due astronauti, che tornano sulla Terra e scoprono che gli Stati Uniti si sono alleati con la Russia, che l’Europa è costretta a riarmarsi, e che Giorgia a Sanremo è arrivata solo sesta... Altro che trauma da rientro! Altro che Goodbye Lenin! Appena Suni Williams e Butch Wilmore scoprono quello che è successo sulla Terra in loro assenza, i due chiederanno subito alla Nasa di poter tornare nello Spazio, e stavolta senza preoccuparsi del rientro, va benissimo sola andata. 

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