Il biologo Jerry Coyne (foto Getty)

woke e progressismo

I nuovi eretici del gender

Giulio Meotti

Grandi nomi dell’ateismo rompono con la loro “chiesa” sul gender: “Dogma religioso e non scientifico”. Anche Scientific American si inchina al woke. “Pubblica articoli pieni di stregoneria”

Nel 2007 Christopher Hitchens ospitò una conversazione sull’ateismo nella sua casa di Washington con altri tre importanti intellettuali: il biologo Richard Dawkins, il filosofo Daniel Dennett e il neuroscienziato Sam Harris. Si filmarono mentre discutevano delle numerose obiezioni alla religione. La loro discussione divenne virale e nacquero “i nuovi atei”. Harris in seguito scrisse un libro sull’argomento, “The Four Horsemen: The Conversation that Sparked an Atheist Revolution”. Hitchens e Dennett non sono più fra di noi, Harris rimane ateo, mentre Dawkins fa parte di una lista di atei diventati eretici. Non si sono convertiti al cristianesimo: hanno rotto con la loro “chiesa atea”.

 

         

 

“Come biologo evoluzionista, mi sono unito alla Freedom From Religion Foundation perché ne sostenevo il lavoro di salvaguardia del muro di separazione tra religione e governo, educando il pubblico su come essere morali senza fede e, cosa più importante, sostenendo la scienza e la razionalità rispetto al dogma e alla superstizione”, scrive sul Wall Street Journal il famoso biologo di Chicago Jerry Coyne

“Mi sono dimesso perché la fondazione ha abbandonato la scienza”, ha spiegato il biologo salito alle cronache per la sua battaglia contro la teoria del “disegno intelligente” e come autore di “Way evolution is true”. Altri due membri del comitato, il linguista Steven Pinker e il biologo Richard Dawkins, si sono uniti a Coyne. I problemi sono iniziati quando l’organizzazione ha pubblicato un saggio sul suo sito web negando il fatto biologico di base secondo cui tutti gli animali, compresi gli esseri umani, hanno solo due sessi. L’articolo, intitolato “What is a woman?”, si è concluso così: “Una donna è chiunque dica di esserlo”. Coyne ha scritto una confutazione intitolata “La biologia non è bigottismo”, che la fondazione ha pubblicato subito. Ma i woke si preoccupano più dell’ideologia “progressista” che dei fatti scientifici e nel giro di un giorno la fondazione ha rimosso il suo articolo e rilasciato una dichiarazione in cui affermava che la pubblicazione era un “errore di giudizio”

Spiega Coyne: “L’ideologia transgender non è diversa dal dogma religioso contro cui la fondazione è stata fondata. Insiste su dottrine palesemente false (‘le donne trans sono donne’), si impegna in ragionamenti circolari (‘una donna è chiunque dica di esserlo’) e afferma il dualismo mente/corpo (‘il tuo concetto di te stesso è più reale del tuo sesso effettivo’). Inoltre, anatemizza l’eresia e la blasfemia (denunciando i dissidenti come ‘transfobi’)”. Coyne attacca il femminismo costruttivista di Judith Butler: “Sostiene che il sesso è un costrutto sociale, una negazione dell’evoluzione”. E conclude: “Sono orgoglioso di proclamarmi eretico”.

“Come un magazine americano è passato dal pubblicare Einstein a chiamare i Jedi razzisti”: così il Times. Si parla di Scientific American, 180 anni di storia e la rivista che ha visto tra i suoi autori 150 premi Nobel. “Scientific American si sta trasformando da una rivista di divulgazione scientifica in una rivista di giustizia sociale nella scienza”, ha scritto Jerry Coyne. La direttrice Laura Helmuth, prima di dimettersi, aveva pubblicato un saggio sui passeri e come si accoppiano. E ha aggiunto un P.S.: “Il sesso non è binario”. Gentile omaggio al woke. Scientific American ha pubblicato anche “Perché il sesso umano non è binario”. L’antropologo di Princeton, Agustin Fuentes, vi sostiene che considerare il sesso biologico come binario (maschi e femmine) è “cattiva scienza”. Fuentes cita i pesci che possono passare da produttori di sperma a produttori di uova in determinate circostanze. E applica il ragionamento agli esseri umani. “Quando eravamo alla facoltà di Medicina” ha scritto Carl Henegan, direttore del Centro per la medicina dell’Università di Oxford, “Scientific American era considerata una fonte affidabile per prepararsi agli esami. E’ la rivista scientifica più antica d’America. Fin dal 1845 era nota per gli articoli di scienziati di fama mondiale. Non più: gli articoli oggi sono pieni di stregoneria”. Gli atei che vedono unicorni sono i nuovi superstiziosi.

 

  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.