Allegri e la lezione politica sugli arbitri. Era necessario multarlo?
Nel calcio, la cialtroneria di una squadra e di un allenatore è direttamente proporzionale al numero di volte che quella squadra o quell’allenatore parla di arbitri
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27 DEC 18
Ultimo aggiornamento: 09:03 PM

Foto LaPresse
Al direttore - Allegri ha detto che un allenatore serio degli arbitri non parla. Io sto con lui. Lei?
Marco Martini
Ha ragione Allegri. Nel calcio, la cialtroneria di una squadra e di un allenatore è direttamente proporzionale al numero di volte che quella squadra o quell’allenatore parla di arbitri. E’ una regola d’oro del calcio: chi parla troppo di arbitri lo fa per nascondere l’inadeguatezza della sua squadra e più un allenatore non è adeguato e più parlerà di arbitri. Si parla di calcio ma in fondo si parla anche di politica. Bravo Allegri. E non bravi coloro che proprio in questo contesto hanno deciso di multarlo per qualche frase fuori luogo nello spogliatoio.
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Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter.
E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.