Inter club Milani in festa
Uno scudetto nella storia (di Codogno). Valutazioni, stime, statistiche: Hodgson il mister più amato, Pellegrini il miglior presidente. La notte col Barcellona e quella col Borussia: chi tirò la lattina confessa

Foto LaPresse
Codogno è la cittadina al mondo con più alto numero di tifosi interisti, ogni cento abitanti 85 sono nerazzurri. Esistono ben venti Inter club. Prima del Covid, ognuno organizzava un pullman, qualsiasi luogo dove la Beneamata giocava. Anche allo stretto di Bering. Amichevolmente disputata ai tempi di Mazzola e Boninsegna, Lokomotiv Bering-Inter 2-2. Con lamentela della Fifa che non era stata avvertita dell’amichevole.
La regione che ha più interisti al mondo è la Puglia. Seguita dallo stato del Nevada (Usa). Il mio primo ricordo è la finale nel 1972 con l’Ajax per la Coppa dei campioni. Allenatore Invernizzi. La famosa stagione della lattina a Boninsegna. Il mitico vicepresidente Prisco fece ripetere la gara. Avevamo perso 7-1 a Mönchengladbach (Germany). Dispiace dirlo, ma la lattina l’avevo tirata io. La partita si metteva male, quindi decisi per quel vile gesto.
Oggi che festeggiamo lo scudetto più importante della storia del calcio, mi piace ricordare:
Tifosi famosi nella storia dei nerazzurri non si contano. Erano interisti Churchill e lo scià Reza Pahlavi, che volle l’Inter in Persia per un torneo mediorientale. L’Inter per via del fuso orario venne a casa al primo turno. Spartak Amman-Inter 4-0. Con delusione di tutto il popolo persiano che da allora tiene al Real Saragozza. Altri tifosi illustri il sindaco di Milano Pisapia, il già segretario Onu Kofi Annan, Sarkozy e Tony Blair. Più Lenin, che durante la Rivoluzione d’ottobre si vede in una foto con la maglia dell’Inter. Il giorno dopo a onor del vero aveva su quella dello Standard Liegi (la mia seconda squadra del cuore).
Sempre in merito alla tifoseria, lo striscione più imponente mai apparso per celebrare una società sportiva è apparso domenica. L’ex area Expo di Milano (un milione di metri quadri) ricoperta da una colossale bandiera-striscione con su lo scudetto. Cucito in tempo di record dai ragazzi del riformatorio Beccaria di Milano. Si vede dalla stazione orbitale spaziale. Alla sera il prefetto l’ha fatta rimuovere in quanto se non ancorata potrebbe volare sull’idroscalo e rendere il mare di Milano non balneabile. La stagione estiva comincia proprio oggi. Non è il caso di rischiare. Poi non è che tutti quelli che vanno all’idroscalo sono interisti, per cui si potrebbero offendere e andare a lamentarsi in comune (giustamente).
Anche i masai e i boscimani insieme ai guardiani del parco del Serengeti hanno festeggiato la vittoria. Sempre la Ghisleri ci dice che il 99 per cento dei masai tifa Inter. Uguale i boscimani. Gli esquimesi meno, come gli aborigeni e quelli dell’Amazzonia. Moltissimi tifosi l’Inter li ha a Jakarta, dove la sede dell’Inter club è dentro l’ambasciata italiana. Di Maio si è lamentato. Ma l’ambasciatore in Indonesia ha telefonato alla Farnesina: “Allora parliamoci chiaro! L’Inter club a Jakarta è dai tempi di Hernán Crespo presso la sede diplomatica italiana”.
Di Maio: “E’ conflitto d’interessi”.
Ambasciatore: “Se vuole creare un incidente diplomatico con l’Indonesia, sposti la sede dell’Inter club. Vedrà che tumulti”.
Di Maio: “Perché, in Indonesia tengono per l’Inter?”.
Ambasciatore: “Sì, tutti, compresi i ministri del governo in carica”.
Di Maio: “Una cosa mai vista!”.
Ambasciatore: “Sì! Così tanti tifosi mai. Prima in Indonesia tifavano anche Real ma da quando è arrivato Conte all’Inter si sono spostati tutti per la squadra milanese”.
Di Maio: “Allora non tocchiamo niente! Che rimanga tutto così!”.
Ma parliamo della serata più indimenticabile della storia. Mourinho in panchina. Inter-Barcellona a San Siro. Semifinale Champions. Vince l’Inter. Balotelli fa apposta a sbagliare i goal e Marco Materazzi gli dà un calcio nel sedere nel tunnel che porta agli spogliatoi. Motivo? Si era anche levato la maglia e l’aveva buttata per terra. Marione. Il Barcellona era arrivato in pullman a Milano. Motivo? Blocco del traffico aereo per polveri del vulcano islandese. Il viaggio in pullman lunghissimo ha ridotto in stracci i giocatori del Barca. Al ritorno temiamo. Finale al Bernabéu. Milito due goal al Bayern. Rummenigge (pur essendo direttore sportivo dei bavaresi) gira per Madrid a tutto clacson sulla sua Bmw con bandiera dell’Inter. Tanti rimangono perplessi da tale gentil comportamento. Karl Rummenigge dichiara: “Lavoro è lavoro ma cuore è cuore e sono e rimarrò sempre tifoso dell’Inter”.
Una dichiarazione mai sentita prima da un alto dirigente sportivo. Il seguito di quella partita è la notte più importante di Milano. Si decide di aprire San Siro in piena notte. Noi partiamo da Codogno. I giocatori sono ancora sul campo con la testa del toro in mano (Champion cup). San Siro già dalla tangenziale ovest si vede tutto illuminato. Ma sono le due di notte. I cancelli sono aperti. Entriamo. Io dico agli altri scalmanati e anche disoccupati: “E’ bellissimo stare qui, ma come fanno ad arrivare dalla Spagna in nottata?”.
Cantiamo, digeriamo forte e aspettiamo. San Siro è mezzo pieno (40.000 tifosi). A un certo punto aprono la porta carraia ed entra il pullman dell’Inter. Era l’alba (ma neanche). Pullman sul prato. Si apre la porta ed esce Zanetti, che alza la testa del Minotauro. Hanno tagliato la testa del Minotauro. Tanti a quella vista sono impazziti, non hanno retto all’emozione. Sono stati portati al manicomio. Prendono ancora delle pastiglie adesso. Lo choc di vedere la coppa dei campioni nelle mani di Eto’o è stato troppo. Alcuni vagano ancora oggi in pigiama per i viali di Milano con occhi assenti. Sono i reduci di quella notte. Giustamente le fidanzate li hanno abbandonati. Va bene la passione per una squadra ma perdere il senno per il calcio, una donna non lo accetta. Al limite lo devi perdere per lei. Io infatti ho tenuto botta. Sono impazzito però per la Monica di Codogno. Per lei terrei al Nottingham Forest (o un altro club che mi dice lei).
Parliamo però di oggi, dei valorosi che hanno vinto il 19° titolo. Ecco la loro valutazione (in bitcoin) diventata maggiore per l’impresa (aver interrotto gli scudetti della Juve non era semplice. Pensavo che i bianconeri ne vincevano ancora altri nove di seguito. Cioè fino al 2030 circa):
Una richiesta alla dirigenza, che ringraziamo dal presidente Zhang a Marotta e soprattutto Antonio Conte, imperatore del Granducato di Milano, nominato ieri per acclamazione, che da oggi potrà risiedere nel Castello Sforzesco. E volendo, vendere la Pietà Rondanini di Michelangelo per pagare l’ingaggio di Lautaro Martínez. Richiesta completa: “Vogliamo tornare a giocare alla civica Arena nel parco Sempione. Il campo storico dell’Inter. Presidente Zhang, inizi oggi i lavori per portarla a 120.000 posti. Solo di abbonati per la prossima stagione la richiesta è centomila. Anche il valore dell’Inter football club con lo scudetto è raddoppiato, oggi la società vale come Real Madrid e Atletico Gibilterra messe insieme. In pratica è la squadra che ha più valore di mercato di tutti gli sport. Tranne dei Miami Dolphins che vale uguale. Per cui potreste fare uno scambio alla pari. Ma non esageriamo con questi scambi (in bitcoin)”.
Appendice. Dei sindaci di Milano dall’unità d’Italia a oggi ben settanta sono nerazzurri. Milanisti trentasei. Prefetti di Milano: 50 interisti, 21 milanisti. Presidenti di provincia: 72 Inter, 29 Milan. Presidenti di regione: 30 Inter, 2 Milan.
Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
