
Lennard Kämna nel corso della 4a tappa della Volta a Catalunya 2025 (foto Getty Images)
ciclismo
Lennard Kämna è tornato a fuggire
Il corridore tedesco un anno fa era stato investito in allenamento da un automobilista. Ha rischiato di non correre più. Un anno dopo è tornato e alla prima corsa dopo l'incidente è subito andato in fuga alla maniera di sempre
Un anno fa di questi tempi Lennard Kämna si sentiva benissimo, aveva in testa grandi progetti perché erano state pochissime le volte che aveva sentito gambe migliori. Aveva appena finito di correre la Tirreno-Adriatico e l'aveva chiusa all'ottavo posto, aveva in programma di correre il Giro d'Italia e si sentiva che sarebbe andato bene, perché lo poteva correre come a lui piaceva, cioè attaccando: si era tolto parecchie soddisfazioni correndo così, anche al Giro. Anche perché a far classifica per la sua squadra, la Bora - hansgrohe, c'era Daniel Felipe Martinez.
Tutto cambiò il 3 aprile del 2024. Era a Tenerife ad allenarsi quando un automobilista lo investì. L'automobilista andava di fretta sulla corsia opposta, girò a sinistra scontradosi con Lennard Kämna. Il corridore tedesco finì a terra. E poi in ospedale. Era messo male Lennard Kämna, rimase a lungo in terapia intensiva. Si salvò. L'automobilista disse di non aver visto il corridore e i suoi compagni. I ciclisti sono quasi sempre invisibili agli occhi degli automobilisti.
Lennard Kämna ci ha messo parecchio tempo per risalire in sella a una bicicletta. I medici dissero che non era scontato che accadesse, che la sua carriera ciclistica poteva finire lì, a Tenerife, a causa di un automobilista non avvezzo a vedere i ciclisti per strada.
A gennaio, in un'intervista al podcast "Tourfunk" di Sportschau, Lennard Kämna ha detto che quell'incidente "ha rallentato la mia vita. Tutto ciò che era importante prima, come i giri di allenamento o l'alimentazione, è completamente irrilevante dopo. È la tua vita, la stessa, eppure è diversa. La guardi da una prospettiva completamente nuova".
Solo una cosa era rimasta se non uguale, quanto meno molto simile. "Il mio primo obiettivo è ritrovare la forma di prima dell'incidente e tornare di nuovo a correre in corsa. E tornare a competere per le vittorie", ma soprattutto "voglio ritornare ad attaccare, rivivere quella situazione di vento in faccia e qualcuno da cui scappare, qualcuno dietro che ti insegue che ti vuole riacchiappare".
La fuga non è mai libertà. È piuttosto volontà di rivolta, è beffa e contestazione. C'è sempre qualcosa che ha a che fare con un desiderio di andare contro lo status quo, un'avvesione sottile e sincera contro l'autorità.
Lennard Kämna è tornato in gruppo lunedì alla Volta a Catalunya 2025. È stato calmo per tre giorni, si è goduto l'effetto che fa tornare a pedalare con un numero di gara sul telaio e due attaccati sulla maglia dietro la schiena. Poi il quarto giorno ha vissuto un giorno dei suoi, uno di quelli in linea con la sua idea di ciclismo: si è regalato una fuga, un'altra ancora. È stato davanti al gruppo, inseguito dal gruppo, per 160 chilometri. Li ha apprezzati tutti.