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Il Foglio sportivo

La palestra dove è nata la boxe inglese

Alberto Facchinetti

Viaggio alla scoperta della Peacock Gym tra Bruno, Lewis e gli autografi delle rockstar. La pelestra è stata fondata nel 1978 dai fratelli Tony e Martin Bowers. "Questo è il luogo magico per la boxe londinese e per chiunque voglia migliorarsi ad ogni livello" dice l'ex pugile Billy Dodd

Questa è stata la palestra di Lennox Lewis, nato solamente a poche miglia, e più recentemente dell’attuale campione mondiale dei Massimi, versione Ibf, Daniel Dubois. Qui sono venuti a fare una sessione di sparring o un semplice allenamento quasi tutti i migliori pugili al mondo, dai fratelli Klitschko a Floyd Mayweather Jr, che nel maggio 2009 ha riempito lo spazio con circa duemila curiosi, cifre ovviamente non ufficiali, arrivati per vederlo lavorare sul quadrato con il suo maestro. “Mi sono sentito a casa”, aveva detto alla fine della giornata il campione del Michigan. E in effetti la Peacock Gym, situata nell’East London, sembra una di quelle palestre americane che si vedono nei film. Di lunedì mattina invece non si trovano né campioni né aspiranti tali. Solo due ragazzotte che fanno un allenamento privato con uno dei maestri che lavora qui in pianta stabile, Billy Dodd, un ex dilettante alla Repton che non è mai passato professionista, ma è diventato un buon allenatore. Lo si vede spesso all’angolo di qualche buon pugile inglese in giro per il Regno Unito.

   

“Al lunedì mattina c’è sempre poca gente, qualcuno magari ha esagerato nel weekend”, sorride Dodd, rispondendo al Foglio Sportivo. “Oggi abbiamo solo persone che sono qui per imparare l’arte della boxe, soprattutto per fare movimento e tenersi in forma”. La Peacock Gym è stata fondata nel 1978 dai fratelli Tony e Martin Bowers, che vengono da una famiglia pugilistica da record, uno degli avi è stato un campione della boxe a mani nude nell’Ottocento, poi da allora non c’è stata una generazione di Bowers che sia rimasta completamente fuori dal mondo della boxe. La palestra ha sede a Caxton Street dai primi anni Novanta. Questa è una zona periferica di Londra, anche se raggiungibile facilmente in metro (c’è una linea con stazione di tube molto recente), ma da sempre complicata. Canning Town infatti è un’area in cui i problemi ci sono, e una palestra come questa può essere un aiuto per le famiglie in difficoltà sia perché è uno spazio aperto a tutti, sia perché le attività di beneficenza in questi anni non sono mancate.


Appena si arriva qui la prima cosa che si nota è la statua dedicata al pugile del club Bradley Stone, morto 1994 all’età di 24 anni, due giorni dopo un match valido per il titolo britannico. Adesso raffigurato in guardia sembra proteggere l’intero edificio. Le serrande sono chiuse, ma non ci si deve lasciare ingannare da ciò, perché l’entrata è laterale. Scorgiamo il baretto esterno, dove si può prendere un caffè, un drink o un burger. Si chiama “Peacock Snack’s Wagon” e lo gestisce una signora gentile che dà le prime info a chi arriva. È cresciuta nelle palestre, perché il papà era un vecchio maestro londinese. Guardando il bar, a destra, c’è una porta che apre un mondo per chi ama il pugilato. Una sala con cucina, tappezzata di foto di atleti che hanno autografato la propria immagine, quando sono passati da queste parti: oltre ai campionissimi della boxe si riconoscono vip di ogni genere, dalla rockstar Rod Stewart all’attore Michael Caine. Poi altre salette, gli spogliatoi, i bagni e si entra finalmente nella sala principale con gli attrezzi da palestra e lì in fondo il ring con il banner “Peacock Gym – Home of Sport and Friendship”. All’angolo c’è un secchio ancora mezzo pieno d’acqua, con residui di sangue e di qualche altro prodotto uscito con ogni probabilità dalla spugna che è stata a contatto con il volto di un boxeur.

 

Certo, forse andrebbe svuotato, ma l’odore non aumenta il fascino di una palestra come questa? Beh, magari senza avvicinarsi troppo... Poi c’è addirittura una tribunetta dove si legge “No Smoking”, scritta che oggi non servirà a molto, ma fino a qualche anno fa evidentemente era un avvertimento utile. Da qui si può vedere l’allenamento sul ring, meglio ancora se uno sparring ben fatto: in questa palestra ma anche in altre di Londra, dove si allenano i professionisti, non è raro trovare nei pressi del ring manager e addetti ai lavori che visionano ciò che succede. Da una scala si sale al primo piano, ma qui il pugilato non è più il protagonista, perché viene lasciato spazio ad altri sport da combattimento. Dall’altro lato del bar, dove passano a metà mattinata anche i meccanici dell’officina posizionata di fronte alla palestra, c’è un altro stanzone dotato di ring. Alcune file di posti a sedere per seguire al meglio le riunioni organizzate. C’è su una lavagnetta sono rimasti scritti a pennarello i nomi di chi è salito sul ring durante l’ultima serata. 

 

C’è anche la possibilità di acquistare una t-shirt o un cappellino della Peacock. Lo shop è chiuso, ma in qualche modo si riesce a trovare la ragazza che gestisce la stampa e le vendite e l’affare si fa. “Io sono qui da circa vent’anni, da quando ho smesso di combattere – dice Billy Dodd, mostrando l’infortunio subito alla mano durante la sua carriera da dilettante – e posso dire che questo è un luogo magico per la boxe londinese e per chiunque voglia migliorarsi ad ogni livello”. Da qualche anno i Bowers hanno aperto una seconda sede della Peacock in un’altra zona di Londra, vicino a Epping. Nel frattempo Daniel Dubois, che in questa palestra era stato portato giovanissimo dal padre, ha cambiato maestro. Ma il fascino della vecchia Peacock in Canning Town rimane insuperabile.

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