(LaPresse)

Il Foglio sportivo

Zoratti dal Friuli alla scoperta delle Isole Fær Øer

Alberto Brandi

"L'obiettivo è vincere una partita di Silver League, la VNL delle federazioni meno quotate". Intervista al tecnico della nazionale di volley delle isole a nord della Scozia, che non esclude la possibilità di tornare in Italia 

In quale parte del mondo c’è il più alto tasso di diffusione del volley? Difficile arrivare alla risposta considerando anche la difficoltà nel trovare la soluzione sul mappamondo. C’è infatti una piccolissima nazione dove se non schiacci, ricevi o palleggi... ti guardano strano. Stiamo parlando delle Isole Fær Øer, arcipelago a governo autonomo che fa parte del Regno di Danimarca, lontano dalle mappe turistiche, ma affascinante per i suoi paesaggi mozzafiato. Gli abitanti sono 55mila (dicono che le pecore siano molte di più) e uno su 50 gioca a volley, una percentuale incredibile se si pensa che in Italia i tesserati sono circa 1 su 200 e in Turchia 1 su 2.000. Alla guida della Nazionale locale c’è, da qualche mese, un italiano.  Ciro Zoratti, 40enne friulano, si è aggiunto alla lunga lista degli allenatori italiani impegnati in prima linea nelle rappresentative straniere. È il ventunesimo di una pattuglia che schiera calibri come Santarelli (Turchia), Guidetti (Canada) e Lavarini (Polonia) per il femminile e Giani (Francia) e Blengini (Bulgaria) per il maschile.

Ma come arriva un tecnico italiano in una nazione dove la solitudine è una costante, ma non è mai una condizione di tristezza con la natura protagonista e la gente che vive in sintonia con essa? 

“È successo tutto in tempi rapidi- racconta Zoratti: ho superato una prima call di selezione da remoto e poi mi sono giocato il posto con un collega dirigendo un allenamento con una selezione under 18 davanti ai responsabili locali. È andata bene e ora ho la direzione tecnica di tutte le nazionali, comprese quelle giovanili”. Qual è l’obiettivo della squadra? “Da fuori potrebbe sembrare niente di clamoroso... ma qui sarebbe preso come un grande successo: vincere una partita di Silver League, la VNL delle federazioni meno quotate. Si svolgerà in tre tappe e, curiosità, nella prima saremo tutti allenatori italiani. Oltre a me, Capriotti che guida la Lettonia e Secchi che è sulla panchina israeliana”.  

Com’è sviluppato il volley nelle Fær Øer? 
“Malgrado le poche decine di migliaia di abitanti ci sono 6 società che disputano la lega principale e 3 sodalizi giovanili. Ho sottoposto alla Federazione un progetto di riforma dei campionati che preveda anche la presenza di una selezione giovanile, come accade da noi col Club Italia. Sto spingendo perché venga sviluppata anche la formazione dei tecnici locali, per il momento assente. Le ragazze che giocano ad alti livelli sono quasi tutte mamme o lavoratrici, quindi il loro sacrificio è enorme”. 


Ma niente è impossibile, come insegna Velasco... 


“L’impresa è proibitiva e prendo così nota degli insegnamenti di Velasco che, insieme a Francois Salvagni (prossimo allenatore di Cuneo), ho raccolto e approfondito in un libro che si chiama “Il Codice Velasco”. Non solo volley in campo per il vulcanico Zoratti che, sempre con Salvagni, da sette anni realizza il podcast Coach Factor nato con lo slogan “Ascoltare i migliori per diventare migliori”.  “Abbiamo intervistato i più grandi tecnici del mondo e personalmente sono cresciuto grazie a queste conversazioni perfezionando il modo di approcciarmi ad alcuni aspetti”. Zoratti non è il primo allenatore italiano ad affrontare l’avventura nelle Fær Øer. Dall’autunno scorso Dodo Sormani, figlio dell’indimenticabile oriundo Angelo, è sulla panchina dell’HB Torshavn, la società di calcio più titolata da quelle parti. Ha vinto la Supercoppa e si è classificata terza in campionato. Vi siete visti? “Non ancora, ma ci siamo messaggiati e mi ha invitato a vedere un suo allenamento. Io, lui e il suo staff siamo i soli italiani sulle isole”. 


Calcio e pallavolo made in Italy, tante pecore, paesaggi instagrammabili, molto vento... ci dimentichiamo qualcosa delle Fær Øer? 


“La pallamano! Per distacco lo sport più diffuso. Proprio per ospitare le partite più importanti è stato costruito uno splendido palazzetto da 5.000 posti a Torshavn, la capitale. È stato inaugurato tre settimane fa con un incredibile pareggio della Nazionale locale contro l’Olanda: è finita 32-32 con i tifosi impazziti”. 

L’Italia è distante 3.000 chilometri... voglia di tornare un giorno? 


“Personalmente, amo l’Italia e non riesco a stare troppo tempo lontano. Professionalmente, con le condizioni opportune, perché no?”. 

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