La linea rossa in Siria

Ieri il generale Itay Bron, capo del settore ricerche dell’intelligence israeliana, ha parlato a una conferenza all’Istituto per gli studi sulla Sicurezza nazionale. “La Siria ha usato armi chimiche”, ha detto. Un secondo ufficiale israeliano, che non ha voluto che il suo nome fosse pubblico, ha detto che le armi chimiche sono state usate dall’esercito in almeno cinque casi, inclusi gli incidenti più famosi a Damasco e Aleppo il 19 marzo. “Dozzine di persone sono morte per colpa di gas tipo sarin” (che è un gas nervino, uno dei più micidiali). Raineri Chi sta ammazzando chi nella Libia delle bombe contro i francesi
24 APR 13
Ultimo aggiornamento: 13:54 | 18 AGO 20
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Ieri il generale Itay Bron, capo del settore ricerche dell’intelligence israeliana, ha parlato a una conferenza all’Istituto per gli studi sulla Sicurezza nazionale. “La Siria ha usato armi chimiche”, ha detto. Un secondo ufficiale israeliano, che non ha voluto che il suo nome fosse pubblico, ha detto che le armi chimiche sono state usate dall’esercito in almeno cinque casi, inclusi gli incidenti più famosi a Damasco e Aleppo il 19 marzo. “Dozzine di persone sono morte per colpa di gas tipo sarin” (che è un gas nervino, uno dei più micidiali). Gli israeliani sono convinti che il governo siriano abbia ordinato la dispersione di gas in piccole quantità, come test per saggiare la reazione internazionale. “Non l’hanno fatto per causare centinaia di vittime, è stata una prova”. Francia e Gran Bretagna, che grazie all’intelligence si sono procurate campioni di terreno nei luoghi degli attacchi, confermano: “Sono state usate armi chimiche”. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si tiene ancora sul vago e così offre un’ancora di salvezza all’Amministrazione americana, che aveva promesso un intervento militare in Siria in caso di attacchi con armi chimiche ma che è molto riluttante a impegnarsi per davvero.
Obama ha detto chiaramente che le armi chimiche sono “la linea rossa” che il governo siriano non può attraversare. Ora Assad ha messo i piedi su quella linea. Come già detto ieri sul Foglio, è tempo che l’Amministrazione americana faccia sentire la sua presenza. Se non lo fa ora, dovrà farlo tra non molto, quando le bande estremiste tra i ribelli siriani metteranno le mani sui quei depositi di armi chimiche ora centellinate dal presidente Bashar el Assad.