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L’irresistibile ritorno di Allyson Felix, che a 40 anni punta a Los Angeles 2028
La campionessa americana dell’atletica leggera si era ritirata dopo Tokyo 2020. I prossimi Giochi però, nella sua città natale, “sono un richiamo irresistibile: non mi faccio illusioni, ma certe cose capitano una volta nella vita”. E soltanto esserci, a 43 anni nei 400 metri piani, avrebbe dell’incredibile
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30 APR 26
Ultimo aggiornamento: 02:19 PM

Allyson Felix (foto Epa, via Ansa)
Aveva smesso in casa, a Eugene 2022, da campionessa del mondo nella staffetta 4x400 metri femminile. E in casa vuole ritornare: troppo forte il richiamo olimpico di Los Angeles 2028. “La mia LA”, dice Allyson Felix, regina assoluta dell’atletica leggera. Nessun’altra è andata a podio quanto lei ai Giochi – 11 volte, di cui 7 sul gradino più alto –, nessuna ha vinto più di lei – 19 medaglie con 14 ori – nella storia dei Mondiali. Dopo una strepitosa carriera ventennale, poteva anche bastare così. Ma Felix – che di anni oggi ne ha 40 ed è mamma di due figli – ha messo nel mirino un nuovo obiettivo: “A molti di noi è stato detto non fare cose grandi e audaci”, ha dichiarato l’americana in un’intervista a Time. “Probabilmente alla mia età dovrei stare a casa a prendermi cura dei miei figli, a fare quel genere di attività. E invece, perché no? Ribaltiamo la situazione. Buttiamoci a capofitto. Mostriamoci vulnerabili”.
Per intenderci, se ancora non s’era capito, Felix negli Stati Uniti sta all’atletica leggera come Lindsey Vonn allo sci. E ora rischia di ripercorrerne le orme anche in termini di longevità: la discesista si era ritirata nel 2019 a 35 anni, per poi tornare in corsa sei stagioni dopo, tornando a vincere una gara di Coppa del Mondo a 41 anni – record assoluto – e sognando un bis a Milano-Cortina bruscamente interrotto dalla caduta sull’Olimpia delle Tofane. Niente finale da favola, tante ore in sala operatoria, ma per Lindsey – l’ha detto e ridetto – nessun rimpianto. “Il brivido di quei 12 secondi in gara pesa più di tutto il resto”. Oggi nella mente di Allyson Felix – in uno sport meno pericoloso, ma non meno esigente sotto l’aspetto fisico – deve aleggiare qualcosa di simile. “So bene che non sono al top della forma e non potrò mai tornare al mio massimo, non mi faccio illusioni. Ma se non ci provassi nemmeno, sarei arrabbiata con me stessa”. Soprattutto perché i prossimi Giochi saranno nella sua città natale, “un ritorno a casa che capita una sola volta nella vita: è stato l’unico aspetto talmente potente da rimettermi in corsa”.
La sfida nella sfida è che nel 2028 Felix avrà 43 anni. È vero, in tutti gli sport professionistici la longevità ha fatto passi da gigante. Ma a un’Olimpiade, l’atletica leggera non ha mai assistito a niente del genere: già le sue medaglie a Tokyo – oro di squadra e bronzo nei 400 metri piani – erano state eccezionali a quasi 36 anni. Così si entrerebbe in un’altra dimensione. E il condizionale resta d’obbligo, perché Team Usa sprigiona talento da vendere – soprattutto in un’edizione casalinga – e le selezioni interne per partecipare ai Giochi saranno serratissime. “Voglio sperimentare i limiti del potenziale umano”, insiste lei, un po’ da Icaro della pista ma con la chiara consapevolezza di essere un punto di riferimento in quel mondo – il suo attivismo per le atlete di ritorno dalla maternità è profondo e di lunga data. “Quando gareggiavo, alle Olimpiadi si percepiva un vero e proprio boato per gli atleti del Paese ospitante: vorrei vivere quell’esperienza in prima persona”. Già fissate le prossime tappe: da ottobre scatta il programma di allenamento, dal 2027 il ritorno alle gare. Dopodiché ci sarà soltanto l’ignoto. Felix gli ha dato appuntamento a Los Angeles.