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La Serie A sta ammazzando (di noia) anche il pezzotto
Gli inglesi possono vincere tre coppe su tre. Peccato che l’Arsenal abbia un master in psicodrammi, ma intanto ci godiamo il momento e difficilmente la squadra di Arteta ne prenderà cinque
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9 MAY 26

Foto Ansa
Ho letto con simpatia il post di una pagina Instagram sul calcio italiano – una di quelle col nome sagace che vivono di engagement riportando notizie di altri, modello sanguisuga – che dalle vostre parti ci sarebbe di che vantarsi perché molti giocatori del Paris Saint-Germain “sono diventati grandi in Italia”, e che quindi se ne deduce che in Serie A sapete “far nascere i campioni”.
Purtroppo ho finito il brandy festeggiando le tre inglesi finaliste in altrettante coppe europee, altrimenti avrei brindato a voi che finalmente iniziate a prendere coscienza del fatto che la Serie A è un campionato in cui i giovani si fanno notare per poi andare a giocare altrove e i vecchi vengono a svernare, praticamente un mix tra Campeonato Brasileiro e Mls. Mi compiaccio però di come siate riusciti a sconfiggere la pirateria: con partite come quelle che ultimamente si vedono nei vostri stadi, nessuno vuole manco più il “pezzotto”, credo.
Contenti voi, io mi tengo stretta la Premier che continua a divertire e un Arsenal che – nonostante le previsioni infauste di quelli come me – rischia davvero di vincere il titolo e si è guadagnato una finale di Champions vent’anni dopo l’ultima volta. Sì, lo so che i Gunners in Europa hanno le stesse possibilità di vincere di quelle che ho io di uscire indenne da un pride dopo essere stato riconosciuto, ma come piace dire ai romantici banali “la palla è rotonda”, oltre che gonfia. Certo, i mangiarane qatarioti partecipano a un campionato meno allenante di un antipasto di fritti, e possono permettersi di far riposare in Ligue 1 i giocatori forti che poi in Champions fanno i fenomeni (aiutati all’occorrenza da arbitraggi imbarazzanti), e l’Arsenal ha un master in psicodrammi calcistici, ma intanto ci godiamo il momento (e difficilmente la squadra di Arteta ne prenderà 5).
Voi continuate pure a spiegarci la genialità di Luis Enrique, tra rinvii dal fondo sbagliati apposta allo schema a birillo rovesciato per confondere gli avversari, noi aspetteremo fiduciosi che possiamo vincere tre coppe su tre, in attesa ovviamente del Mondiale. A chi pensa che porto sfiga all’Inghilterra a esibire tutta questa sicurezza, suggerisco di guardare lo spot che Fox Sports ha da poco messo in rete per pompare una competizione che in America suscita lo stesso interesse del dibattito sulle primarie del Pd: giocando con la retorica del miracle on ice del 1980 si vede la Nazionale degli Stati Uniti battere il Brasile 3-2 al 95esimo in finale, con conseguente delirio in tutto il paese, con tanto di birra esaurita in Texas e dollari stampati con la faccia di McKenny. In confronto, la nostra riproposizione di It’s coming home a Euro 2020 era roba da dilettanti.