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I Thunder eliminano i Lakers. E Lebron pensa al ritiro: "Non so cosa mi riserva il futuro”
La vittoria di Oklahoma, undicesima squadra nella storia dell’Nba a iniziare i Playoff con otto vittorie in altrettante partite, è oscurata dalle parole di James a fine partita: "Devo riflettere e parlare con la mia famiglia"
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12 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 09:41 AM

Foto LaPresse
Gli Oklahoma City Thunder, battendo in gara 4 i Los Angeles Lakers 115 a 110, volano in finale di Conference vincendo la serie con un netto 4-0. Ma questo è uno di quei casi in cui a far notizia non è il cammino perfetto in questi playoff dei ragazzi allenati da Mark Daigneault, perché quella di stanotte potrebbe essere stata l’ultima partita di LeBron James. Al termine dell’incontro che l’ala piccola dei Lakers ha chiuso con una doppia doppia - 24 punti e 12 rimbalzi, la miglior prestazione della squadra - giunto alla sua 23esima stagione nella massima serie americana, parlando del suo possibile ritiro ha detto: “Non so cosa mi riserva il futuro, devo riflettere e parlare con la mia famiglia”. Queste parole sono state sufficienti a far passare in secondo piano il fatto che gli Okc siano diventati l’undicesima squadra nella storia dell’Nba a iniziare i Playoff con otto vittorie in altrettante partite - prima dei Lakers hanno vinto la serie contro i Phoenix Suns da imbattuti - e adesso hanno un motivo in più per pensare di fare un back to back dopo la vittoria del titolo la scorsa stagione.
A distanza di un anno da quella finale, però gli appassionati di pallacanestro si sono trovati davanti a qualcosa che avevano già visto: una netta vittoria dei Thunder messa in ombra da una domanda: “Cosa sarebbe successo se?”. Dopo Gara 7 delle Finals della scorsa stagione infatti, mentre i Thunder festeggiavamo il titolo, i tifosi degli Indiana Pacers si chiedevano: “Cosa sarebbe successo se Tyrese Haliburton non si fosse infortunato?”. A pochi minuti dall’inizio del match, si è rotto il tendine d’Achille quello che fino a quel momento era stato il miglior giocatore dei Pacers e i compagni non sono stati in grado di sopperire alla sua mancanza. Questa volta la domanda ha riguardato Luka Doncic. Infortunatosi prima dell’inizio dei playoff, lo sloveno non è riuscito a recuperare in tempo per essere a disposizione di coach J.J. Redick per nessuna delle partite contro i Thunder e soprattutto ha lasciato solo LeBron James che ha potuto contare soltanto su un Austin Reeves appena rientrato dopo un mese di stop e non ancora nella sua forma migliore. Senza Doncic, ai Lakers è mancato il giocatore più prolifico, capace di mantenere una media di 33,5 punti a partita in regular season.
Se nella serie contro gli Houston Rockets, James è riuscito a non far rimpiangere le assenze di Reeves e Doncic con prestazioni surreali, se pensiamo che a mettere a referto 29 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e 3 palle rubate in gara 3 è stato un uomo di 41 anni. Contro l’organizzazione degli Okc, contro i 35 punti di Shai Gilgeous-Alexander, Mvp delle scorse Finals, però non c’è stato nulla da fare. Il numero 23 in maglia gialloviola gioca da talmente tanti anni che i primati sembrano venire a lui per inerzia: in gara 2 contro Okc ha raggiunto quota 300 partite giocate ai Playoff, superando quelle disputate dai Miami Heat in tutta la loro storia (299) e in questo momento solo tredici franchigie hanno fatto più match di LeBron. Contro Houston, James è riuscito a vincere una serie Playoff per il terzo decennio consecutivo della sua vita, a 20 anni, a 30 e a 40 e ha vinto più partite lui in post season (188) che altre 21 squadre Nba.
I Thunder devono aspettare ancora qualche giorno per sapere contro chi giocheranno le finali di Conference, se contro i Minnesota Wolves o i San Antonio Spurs che per il momento sono sul 2-2 nella serie. Entrambe le squadre poggiano su due fuoriclasse: Anthony Edwards e Victor Wembanyama, classe 2001 il primo, 2004 il secondo. Quando James ha esordito in Nba, il 29 ottobre 2003, Edwards aveva due anni, Wembanyama non era ancora nato. L’ultimo compagno che restava a James del Draft del 2003 era Carmelo Anthony che si è ritirato ormai quattro anni fa. Se c’era una certezza nelle ultime 23 stagioni era quella di vedere scendere in campo LeBron James. Ma forse quella di stanotte è stata l’ultima partita del talento di Akron, Ohio.