•
La Coppa Italia batte la FA Cup
La coppa nazionale britannica vale meno di quella italiana: il paradosso dei premi. Il torneo del Regno Unito riconosce alla vincitrice 4,76 milioni di euro, contro i 7,1 milioni garantiti dal quello italiano. Un ribaltamento sorprendente, che smonta il mito della superiorità economica inglese, almeno in questo angolo di contabilità calcistica
di
15 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 12:37 PM

Foto Ap, via LaPresse
C’è qualcosa di paradossale, e forse perfino un po’ ironico, nel confronto economico tra la vecchia aristocratica del calcio inglese e la più giovane, e spesso maltrattata, coppa nazionale italiana. La finale di Wembley tra Chelsea e Manchester City riporta sotto i riflettori la FA Cup, il torneo che più di ogni altro ama raccontarsi come tempio della tradizione, delle sorprese e delle provinciali capaci di sfidare i giganti. Ma se si guarda ai numeri, il romanticismo lascia spazio a un curioso ribaltamento: vincere la FA Cup rende meno che alzare la nostra tanto vituperata Coppa Italia.
La differenza, a prima vista, sembra minima. Secondo l’analisi di Calcio e Finanza, il montepremi complessivo delle due competizioni è quasi sovrapponibile: circa 27 milioni di euro per la coppa inglese contro i 25 milioni della competizione italiana. Una distanza marginale, quasi statistica, che suggerirebbe sistemi distributivi affini. E invece no.
Il vero spartiacque emerge quando si guarda all’assegno finale. La Coppa Italia, nel panorama delle top cinque leghe europee, è il torneo nazionale che riconosce il premio diretto più ricco alla vincitrice: circa 7,1 milioni di euro. La FA Cup si ferma a 4,76 milioni. Un divario che sorprende, soprattutto considerando il prestigio internazionale della competizione inglese, il fascino di Wembley e la forza commerciale della Premier League.
La spiegazione sta nella filosofia distributiva. Gli inglesi scelgono di spargere la ricchezza lungo la filiera della competizione: chi partecipa ai turni preliminari e chi arriva ai primi round riceve premi più consistenti rispetto all’Italia. La Coppa Italia, al contrario, concentra le risorse in cima alla piramide: meno ai primi turni, molto di più a chi arriva fino in fondo.