Filippo Ganna si abbatte sul Giro d'Italia

Filippo Ganna ha stravinto la cronometro individuale del Giro d'Italia pedalando tre quarti d'ora a quasi 55 chilometri orari. La crono che poteva sconvolgere la corsa rosa non l'ha sconvolta. E le salite sono sempre più vicine

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19 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 03:50 PM
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Filippo Ganna ha vinto la 10a tappa del Giro d'Italia 2026 (foto LaPresse)

Il Tirreno era appena mosso laggiù nell’orizzonte ignorato dai corridori. Avevano meglio da fare quelli che in sella a una bicicletta pedalavano alla loro massima velocità possibile per le strade della Versilia. Non avevano certo tempo per occuparsi delle lunghe spiagge, nemmeno per osservare ciò che poteva offrire il panorama marino offuscato da troppi palazzi. Il loro orizzonte non andava oltre la striscia d’asfalto che vedevano a un palmo dal naso, sulla quale rotolavano spediti gli pneumatici.
Eppure un maroso ha invaso tutto e ha spazzato via ogni cosa. Soprattutto le speranze di vittoria.
Quel maroso aveva una maglia a strisce orizzontali verdi, bianche e rosse, quella di campione d’Italia a cronometro. Si è abbattuto sulla decima tappa del Giro d’Italia scavando un solco di poco meno di due minuti tra lui e tutti gli altri corridori. Filippo Ganna ha pedalato i quarantadue chilometri che separano, solo in corsa, Viareggio e Massa in tre quarti d’ora a quasi 55 chilometri all’ora (54,9), due chilometri all’ora in più del secondo classificato, il compagno di squadra Thymen Arensman.
È stato un piacere osservare oggi pedalare il campione italiano. Filippo Ganna è stato un’illusionista, ha trasformato la pianura in discesa, un rapporto spezzagambe in una carezza, il muoversi in immobilismo: al movimento delle gambe non corrispondeva un movimento di schiena e spalle. Filippo Ganna verso Massa era un cuneo lanciato a folle velocità in una corrente d’aria.
Ganna è stato un maroso che ha inondato la tappa, ma non il Giro d’Italia. Uno come lui non pensa alle tre settimane di corsa, alla classifica generale non bada.
I 42 chilometri della cronometro individuale non hanno sconvolto il Giro d’Italia sebbene Thymen Arensman abbia guadagnato parecchio e Felix Gall abbia perso assai. Jonas Vingegaard ha impiegato tre minuti esatti in più del campione italiano ad arrivare all’arrivo. Ha perso un minuto e quattro secondi dall’olandese, quarantaquattro secondi da Derek Gee-West, diciotto secondi da Ben O’Connor. Ha guadagnato su tutti gli altri. Soprattutto sulla maglia rosa Afonso Eulálio, 1’57”, e sull’austriaco che a Corno alle Scale aveva provato a staccarlo: 1’22”. Gli altri uomini che puntano al podio non hanno invece perso molto dal danese: Michael Storer ha perso 5 secondi, Giulio Pellizzari ha lasciato per strada 18”, Jay Hindley 31”, Egan Bernal 47”.
Domani tornano le salite. Quelle liguri, fastidiosi e imperscrutabili, che forse non hanno nomi capaci di spaventare, ma sanno essere permalose e cattive.