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guanti sporchi #38 •
La porta chiusa da Mile Svilar
Quella al 39esimo minuto di Hellas Verona-Roma è una parata che è un sunto di praticamente tutto ciò che rende un portiere un grande portiere. Mile Svilar e Mike Maignan hanno vinto ex aequo la classifica generale di Guanti sporchi
Il portiere della Roma Mile Svilar (foto LaPresse)
Un gran portiere lo si vede sì dalle parate che fa, non potrebbe essere altrimenti perché quello deve fare: parare. Lo si vede anche, a volte soprattutto, dalla capacità di capire con un attimo di anticipo quello che accadrà davanti a lui. C'è chi lo chiama istinto. E così potrebbe senz'altro essere. C'è però qualcosa in più: è un misto di attenzione, concentrazione, ovviamente intuito e volontà di volersi bene. Perché a un portiere non vuole mai bene davvero nessuno, nemmeno quando para centinaia e centinaia di tiri in una stagione. Il portiere si vuol bene da solo, altrimenti per quei quattro applausi in un campionato e per quelle migliaia di insolenze non si metterebbe nessuno in porta.
Al 39esimo minuto di Hellas Verona-Roma, Mile Svilar ha capito prima di chiunque altro, sicuramente prima del suo disattento compagno di squadra, Daniele Ghilardi, che cosa stava per fare l'attaccante dell'Hellas, Kieron Bowie. Appena ha capito che il suo difensore aveva frainteso tutto e che la sua negligenza avrebbe permesso al centravanti avversario un facile avvicinamento alla porta, Mile ha abbandonato i pali e ha iniziato a correre verso il pallone con l'obbiettivo un po' di far paura allo scozzese, un po' di metterlo sotto pressione, soprattutto di rendere la porta assai più piccola di quello che era in realtà alla vista dell'avversario. Uno scatto rapidissimo. Talmente rapido che il povero Bowie si è ritrovato l'estremo difensore della Roma a pochi metri di distanza e già pronto ad allungarsi verso il pallone calciato dall'unico lato possibile a un calciatore che non fosse un fuoriclasse. E lo scozzese è un buon giocatore ma non un fuoriclasse.
Una parata, quella del portiere giallorosso, che è un sunto di praticamente tutto ciò che rende un portiere un grande portiere. E che ha un peso nella qualificazione in Champions League dei giallorossi (anche perché il risultato era ancora sullo 0-0)
Una parata che permette a Mile Svilar di raggiungere, almeno per quanto riguarda questa rubrichetta, Mike Maignan al primo posto della classifica di Guanti sporchi. Un ex aequo che non potrà avere tempi supplementari. Il campionato è finito, andate in pace.
Le tre migliori parate della 38esima giornata di Serie A
1. Mile Svilar al 39esimo minuto di Hellas Verona-Roma 0-2 – 5 punti
2. Alessio Furlanetto al 26esimo minuto di Lazio-Pisa 2-1 – 3 punti
3. Stefano Turati al 61esimo minuto di Parma-Sassuolo 1-0 – 1 punto
La classifica finale
1. Mike Maignan (Milan) e Mile Svilar (Roma), 34 punti;
3. Marco Carnesecchi (Atalanta), 33 punti
4. Elia Caprile (Cagliari) e David De Gea (Fiorentina), 28 punti;
6. Wladimiro Falcone (Lecce), 25 punti;
7. Arijanet Murić (Sassuolo), 23 punti;
8. Michele Di Gregorio (Juventus), 22 punti;
9. Emil Audero (Cremonese), 20 punti;
10. Ivan Provedel (Lazio), 19 punti;
11. Edoardo Corvi (Parma), 18 punti;
12. Yann Sommer (Inter), 16 punti;
13. Alberto Paleari (Torino), 11 punti;
14. Maduka Okoye (Udinese), 10 punti;
15. Jean Butez (Como), Nicola Leali (Genoa), Vanja Milinković-Savić (Napoli), Adrian Šemper (Pisa), 9 punti;
19. Federico Ravaglia (Bologna), 8 punti;
20. Stefano Turati (Sassuolo), 6 punti;
21. Nicolas (Pisa), Łukasz Skorupski (Bologna), 5 punti;
23. Justin Bijlow (Genoa), Lorenzo Montipò (Hellas Verona), Edoardo Motta (Lazio), 4 punti;
26. Alessio Furlanetto (Lazio) e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
28. Franco Israel (Torino), 1 punto.
3. Marco Carnesecchi (Atalanta), 33 punti
4. Elia Caprile (Cagliari) e David De Gea (Fiorentina), 28 punti;
6. Wladimiro Falcone (Lecce), 25 punti;
7. Arijanet Murić (Sassuolo), 23 punti;
8. Michele Di Gregorio (Juventus), 22 punti;
9. Emil Audero (Cremonese), 20 punti;
10. Ivan Provedel (Lazio), 19 punti;
11. Edoardo Corvi (Parma), 18 punti;
12. Yann Sommer (Inter), 16 punti;
13. Alberto Paleari (Torino), 11 punti;
14. Maduka Okoye (Udinese), 10 punti;
15. Jean Butez (Como), Nicola Leali (Genoa), Vanja Milinković-Savić (Napoli), Adrian Šemper (Pisa), 9 punti;
19. Federico Ravaglia (Bologna), 8 punti;
20. Stefano Turati (Sassuolo), 6 punti;
21. Nicolas (Pisa), Łukasz Skorupski (Bologna), 5 punti;
23. Justin Bijlow (Genoa), Lorenzo Montipò (Hellas Verona), Edoardo Motta (Lazio), 4 punti;
26. Alessio Furlanetto (Lazio) e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
28. Franco Israel (Torino), 1 punto.
Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.
