Non c’è soltanto Ancelotti tra gli italiani ai Mondiali senza Italia

Vincenzo Montella guida la Turchia, Fabio Cannavaro l'Uzbekistan. E poi arbitri e una marea di preparatori

12 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 14:00
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Foto Ansa

Italia no, italiani sì. Gli Azzurri sono rimasti a casa per la terza volta consecutiva, ma resta un po’ di tricolore ai Mondiali. E non parliamo solo di Carlo Ancelotti col Brasile. A rappresentarci in questa rassegna iridata troviamo anche altri due allenatori (Vincenzo Montella e Fabio Cannavaro), una pletora di collaboratori sparpagliati in vari staff e, in aggiunta, anche la nostra squadra arbitrale, composta dal fischietto Maurizio Mariani, dagli assistenti Daniele Bindoni e Alberto Tegoni e dal video match official Marco Di Bello. Gli occhi degli sportivi nostrani saranno ovviamente puntati soprattutto su Montella e Cannavaro. Due tecnici, entrambi campani: di Pomigliano d’Arco l’aeroplanino, di Napoli l’ex Pallone d’Oro. Montella, che ha riportato la Turchia a una fase finale della Coppa del mondo per la prima volta dopo ventiquattro anni, ha la possibilità di disputare un buon torneo. E questo non tanto per il girone in cui è capitata (con Stati Uniti, Paraguay e Australia), ma per la forza degli Ay-Yildizlilar (Le stelle e la mezzaluna, soprannome della Nazionale turca).
Hakan Calhanoglu e Kenan Yildiz, va bene, ma oltre a loro a disposizione dell’ex allenatore della Roma c’è anche il gioiellino Arda Güler, ventunenne che è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nel Real Madrid dei mammasantissima Bellingham, Valverde e Vinícius. Questa Turchia è la più ricca di talento da quella che raggiunse un inatteso terzo posto nel controverso Mondiale di Giappone e Corea del sud del 2002. A Istanbul si aspettano molto dalla Nazionale. E chissà che un buon risultato dei turchi non faccia mordere le mani a chi non ha pensato nemmeno per un attimo che, forse, Montella potesse essere preso in considerazione per la panchina dell’Italia (nonostante un contratto in scadenza nel 2028). Più complicata si prospetta invece l’avventura di Cannavaro. L’ex capitano dell’Italia campione del mondo a Berlino torna al Mondiale vent’anni dopo per guidare una squadra al suo esordio nella competizione.
Per Cannavaro non è un salto nel vuoto, visto che in Asia ha già lavorato (in Cina e a Dubai). Il girone dell’Uzbekistan non è comunque facile, con avversarie come Colombia, Repubblica Democratica del Congo e Portogallo. A lavorare con Montella e Cannavaro ci sono poi i connazionali che li assistono, fra i quali troviamo ad esempio il fidato vice Daniele Russo per il primo e il fratello Paolo per il secondo. Ma non finisce qui. Altri italiani sono infatti Yuri Annecchiarico, fisioterapista della Francia di Deschamps; Paolo Rongoni e Guido Nanni, rispettivamente preparatore atletico e dei portieri nell’Algeria guidata dall’ex laziale Petkovic; Mario Pafundi, fisioterapista di Haaland e compagni; Andrea Lanfranco, fisioterapista della Svizzera; Fabio Massimo Francioni, preparatore nel Qatar di Lopetegui. Italiani in panchina, italiani in campo. Per l’arbitro Mariani, classe 1982, anche la possibilità di vincere il premio Giulio Campanati, intitolato all’ex Presidente dell’Aia e designatore Uefa e Fifa, che verrà assegnato dall’Associazione Amici di Giulio Campanati e dalla sezione Aia di Milano al miglior fischietto del Mondiale.