Un Mondiale di stelle (cadenti)

Continuate pure a spulciare il catalogo delle presunte “stelle” (slurp!) di questa Coppa del mondo, tanto poi vince l’Inghilterra

12 GIU 26
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Non ho potuto trattenere uno “slurp” – ma sarebbe potuto essere anche uno “gnamme” – leggendo ieri sulla Gazzetta l’elenco delle dieci “stelle” del Mondiale su cui i club di Serie A si starebbero accapigliando in stile catfight. Gazzetta che – sia sottolineato per inciso – ha scelto con originalità di chiamare “Samba mondiale” un articolo di Cafu sul Brasile: ora aspettiamo il contributo di Trezeguet con “Baguette mondiale”, quello di Klose con “Crauti mondiali”, e quello di Fabregas con “Maracas mondiali”, visto quanto ce le fracassa col suo giochismo.
Ma torniamo alle “stelle” anelate dalle big italiane: un elenco di anziani da pensionare, crociati rotti, panchinari, giovani di qualche speranza destinati molto probabilmente a fare la fine di gente come James Rodríguez, El Hadji Diouf, Asamoah Gyan, Marcos Rojo o Oleg Salenko – fenomeni al Mondiale e inverecondi flop dopo l’acquisto di qualche club importante (non che in Italia ci siano club importanti, sia chiaro).
Si comincia con Alaba che è più rotto del boccale di birra che avevo in mano durante i rigori della finale di Champions (infatti lo vuole il Milan), “ma resta comunque un gran bel giocatore”, che è come dire che quella ragazza non sarà bella ma è molto simpatica; poi c’è “El Dibu” Martinez, purché l’Aston Villa lo regali, of course; il panchinaro dell’Atletico Madrid Sørloth, il bosniaco Alajbegovic, messo in elenco solo perché vi ha purgati, il retrocesso Summerville, lo svincolato Goretzka, più altri 2-3 giocatori dai prezzi irraggiungibili ma messi in elenco perché era brutto titolare “le sette stelle che i club di A vogliono”.
Mestizia a parte, è finalmente cominciato il Mondiale, e in attesa di un nuovo Polpo Paul che preveda i risultati possiamo già metterci sulla riva del fiume ad aspettare i cadaveri dei vari “chi vincerà il Mondiale? Lo abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale”, e quello (metaforico, che poi dite che aizzo la violenza come un Farage qualunque) del matematico tedesco che avrebbe azzeccato le Nazionali vincenti degli ultimi tre Mondiali e per questo dice che ad alzare la coppa alla fine sarà l’Olanda. Sbagliato, sarà l’Inghilterra.
Sperando che ai nostri tifosi sia permesso non solo entrare negli Stati Uniti, ma anche trovare dei posti per la finale che non siano già tutti occupati da sponsor, papponi, mignotte, turisti e amici di Infantino (le categorie non si escludono a vicenda) e che non costino come un rene sul mercato nero messicano (ops!, direbbe il titolista del Foglio di ieri).