Il Mondiale ci ricorda che a calcio si deve essere giustamente cattivi

Per fortuna Germania e Svezia non si sono impietosite davanti a Curaçao e Tunisia: i tedeschi hanno vinto per 7-1, gli svedesi per 5-1. Continuano gli orrori difensivi a questa Coppa del mondo, divertita finalmente da una bella partita totalmente imperfetta: Costa d'Avorio-Ecuador

15 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 09:41
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Foto Ap, via LaPresse

Poteva andare meglio, poteva piovere. Tra domenica sera e lunedì notte effettivamente meglio è andata. Durante la terza giornata mondiale sui Mondiali nordamericani sono piovuti diluvi di gol. Il Mondiale inclusivo di Gianni Infantino, dove tutti sono ben accetti – tranne l’Italia, ma non certo per antipatia della Fifa –, non poteva essere anche momento di buonismo, di un vogliamoci bene sportivo per quanto poco sportivo. Serviva qualcuno che ricordasse a tutti che il calcio, lo sport in genere, è – e non può che essere - crudele. C’ha pensato la Germania a rifilare sette gol alla Nazionale di Curaçao, che può starci simpatica, che sarà pure una sorta di miracolo calcistico – o errore calcistico, chissà – per essere stata capace di qualificarsi a un Mondiale nonostante abbia solo 155.900 abitanti, ma che come squadra è quello che è. La partita di domenica l’ha reso palese: 26 tiri a 6, 7 gol a 1. Va dato atto a Felix Nmecha, Nico Schlotterbeck, Kai Havertz (due volte), Jamal Musiala, Nathaniel Brown e Deniz Undav di aver fatto quello che dovevano fare senza guardare in faccia nessuno e in questo modo rispettando al meglio una compagine avversaria tanto simpatica quanto raffazzonata.
La Nazionale della Tunisia è altra cosa rispetto a Curaçao: è una squadra solida e con una lunga tradizione calcistica alle spalle. Come la nazionale antilliana però è uscita dal campo con tanti gol presi e solo uno fatto. Contro la Svezia è finita 5-1, dimostrazione che il calcio sa ancora essere sincero e spietato, e questa, in fondo, è una notizia che ci portiamo a casa volentieri dal Mondiale.
Tanti gol, spettacolo così e così. Ma non si può aver tutto. Soprattutto se in questi giorni la partita più piacevole è stata Costa d’Avorio-Ecuador, finita 1-0, soprattutto per un motivo, la mancanza di punte degne di questo nome. Disse Didier Drogba, che degli ivoriani è stato attaccante e meraviglioso giocatore, che un ottimo attaccante dovrebbe segnare un gol ogni due occasioni e un buon attaccante dovrebbe segnare un gol ogni quattro occasioni. Ecuadoriani e ivoriani hanno sprecato tutto ciò che potevano sprecare, hanno preso pali e traverse, sbagliato stop e dribbling e ciccato tiri nemmeno fossero in un campo parrocchiale. Però quanto meno hanno giocato per segnare, hanno divertito. Il gol di Amad Diallo che ha deciso la partita è arrivato tardi ma è arrivato, poteva non arrivare e sarebbe andata bene comunque.
Pure Paesi Bassi-Giappone è stata una sfida più che discreta. È finita 2-2 e gli olandesi si possono solo mangiare le mani per le dormite difensive. Sono Mondiali dove in pochi sono bravi e attenti a non prendere gol, una Coppa del mondo diventata disastrosa almeno per incompetenze difensive già dal primo giorno. I Paesi Bassi alla distrazione hanno aggiunto pure un portiere stralunato e a disagio con il clima texano come Bart Verbruggen. La speranza, almeno per gli Oranje, è che si possa far perdonare. D’altra parte Arlington, lì dove c’è il AT&T Stadium, è stata la città che ha accolto in giubilo gli autori del massacro di Sand Creek: il Texas perdona qualsiasi cosa.