Cosa non va in questo Mondiale? Diciamo pure che fa cagare. E basta melassa sui giapponesi!

E’ bastato che la Nazionale asiatica giocasse la prima partita per essere inondati da articoli, reel e video identici a quattro anni fa sui giapponesi che puliscono lo stadio, sui calciatori che lasciano in ordine lo spogliatoio e sui tifosi che a Tokyo festeggiano in strada ma solo se c’è il semaforo verde. Caro Infantino, il Mondiale è falsato

16 GIU 26
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Foto LaPresse

Sono sopravvissuto al weekend di perdibilissimi primi turni del Mondiale, ma non vi ammorberò con raffinatissime analisi già lette ovunque sul Marocco che sembra il Brasile e il Brasile che sembra una qualunque squadra di Ancelotti ma senza punte centrali forti, o sulla “sorpresa” (ma perché poi?) della Turchia battuta dall’Australia. Domani gioca l’Inghilterra e venerdì della scorsa settimana i fucking yankee ci hanno dato il benvenuto fregandoci palloni e scarpini da un furgone parcheggiato davanti al centro sportivo di Kansas City. Dovremmo averne comunque a sufficienza, così come io dovrei avere sufficienti scorte alcoliche per reggere a un’altra partita di Curaçao e di Capo Verde. Non so invece se reggerò ai fiumi di retorica sul Giappone. E’ bastato che la Nazionale asiatica giocasse la prima partita per essere inondati da articoli, reel e video identici a quattro anni fa sui nipponici che puliscono lo stadio in cui ha giocato la loro squadra, sui calciatori che lasciano in ordine lo spogliatoio e sui tifosi che a Tokyo festeggiano in strada ma solo se c’è il semaforo verde, quando scatta il rosso tornano sul marciapiedi. Quel che è peggio è il racconto che ne fate sui media italiani, sospirando su quanto sarebbe bello se anche i vostri connazionali si comportassero così, invece si-fanno-sempre-riconoscere-caciaroni-pizza-spaghetti-mandolino. (segue a pagina due)
Più scontato dell’elogio dell’educazione dei giapponesi c’è il video della partita Germania-Grecia tra filosofi dei Monthy Python, postato da tutti quelli che vogliono apparire un po’ superiori al becerume di quei 22 uomini in mutande che danno calci a un pallone ma non disdegnano di farsi vedere sufficientemente radical-pop da scherzare su calcio e cultura. Anche basta, grazie. Devo invece dare ragione alla Gazzetta, per una volta, e alla sua garbata analisi su cosa va e cosa non va in questo Mondiale. Io sarei stato più conciso dicendo che fa sostanzialmente cagare. Più squadre vuol dire più soldi, più voti a Infantino e più pause pubblicitarie, ma anche più partite orribili e gironi completamente falsati: chi incontra Giordania o Curaçao avrà per forza una differenza reti migliore di chi ha nel girone Croazia e Ghana (per citare un girone a caso, of course), e noi costretti a guardare tutto ciò avremo una differenza di gonfiore ai testicoli maggiore di chi si evita tutto questo. Non stupiamoci se gli stadi non sono tutti esauriti. Anche sa la Fifa dice che non è vero, i biglietti sono stati venduti, è solo che i tifosi stanno in piedi nei corridoi e non sugli spalti. Certo, poi vanno al pub e ordinano acqua naturale.