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demi volée •
Il ritorno (per noia) di Serena Williams
La campionessa americana è arrivata a Wimbledon dove grazie a una wild card giocherà il doppio in coppia con sua sorella Venus. È tornata a giocare per piacere, non ha bisogno di vincere, così ha detto, perché ha già vinto molto più di quanto le giocatrici di tennis possono anche provare a immaginare

Foto Ap via LaPresse
C’è un post condiviso sui canali social di Serena Williams il 2 maggio scorso. Nella prima foto di questo carosello ci sono lei e Lewis Hamilton che si abbracciano e sorridono: “Questo pilota nero vinceva nel Regno Unito quando io e Venus vincevamo Wimbledon, agli inizi del Duemila”. Qualche settimana dopo, sir Hamilton, alla sua ventesima stagione in Formula 1, ha vinto in Spagna il suo Gran premio numero 106 mentre al Queen’s Serena faceva la prima conferenza stampa dopo l’annuncio del suo ritorno, a 44 anni e 9 mesi.
È l’estate della nostalgia e dei déjà-vu, è da poco uscita in tv una serie che celebra la carriera di Rafa Nadal, sono passati vent’anni dall’ultima vittoria dell’Italia ai Mondiali, la cifra tonda favorisce i raffronti, dove eravamo, come stavamo, con chi, riapre i cassetti delle nostre estati migliori, lo sport come colonna sonora, una madeleine dopo l’altra.
Serena Williams è arrivata a Wimbledon dove grazie a una wild card giocherà il doppio in coppia con sua sorella Venus, insieme alla quale è stata campionessa sull’erba per la prima volta ventisei anni fa. Era il Duemila, Vladimir Putin era un uomo sconosciuto in Occidente, Jon Bin Jovi cantava It’s my life, le Torri Gemelle erano ancora al loro posto. Pete Sampras stava per vincere per l’ultima volta ai Championships, si temeva il Millenium Bug. Nel tennis, il nuovo millennio sono state loro, Serena e Venus, che hanno messo al gioco il segno più, più veloce, più aggressivo, più sexy. Insieme hanno vinto sei volte sull’erba, (sette se si considera l’oro olimpico di Londra 2012), l’ultima nel 2016, da sole sette volte Serena e 5 volte Venus. Nessuna coppia ha mai vinto tanto quanto loro.
Nel Duemila Hamilton vinceva il campionato europeo di Formula A nei Kart, un ragazzino di Rosario, Argentina, stava per sbarcare in Europa per entrare a far parte del Barcellona. Ventisei anni dopo sono ancora lì, ognuno nella propria pista. Leo Messi a 38 anni, alla sua sesta apparizione ai Mondiali, ha segnato la sua prima tripletta, vent’anni dopo il suo esordio. È davvero sfortunata la terra che ha bisogno di eroi, se gli eroi sono questi?
Serena Williams è tornata in campo per noia, questa la dichiarazione ufficiale, a casa sul divano non sapeva cosa fare. Non ha bisogno di vincere, così ha detto, perché ha già vinto molto più di quanto le giocatrici di tennis possono anche provare a immaginare (23 Slam in singolare, 73 trofei, oltre 300 settimane da numero uno al mondo). Però al suo primo match ufficiale, vinto in doppio con la canadese Mboko, dopo oltre 1.300 giorni fuori dal circuito, il suo servizio viaggiava a una velocità media di 190 chilometri orari, però quello sguardo dopo di lei non lo hanno più visto addosso a nessuno. L’ex numero uno al mondo vuole che le sue figlie capiscano che mamma è la loro mamma. Questo il lato romantico. Poi però ci sono i déjà-vu, i suoi occhi sulla palla, i vincenti di rovescio, l’agonismo fermo al suo posto. L’americana comincia dal doppio per arrivare a giocare anche in singolare. Niente da vincere e niente da dimostrare, certo, non più. Però la tripletta di Messi contro l’Algeria, però Djokovic che a Barcellona sventola la bandiera a scacchi che rende ancora una volta campione un altro ex ragazzo nato negli anni Ottanta del millennio scorso. Serena Williams è arrivata a Londra prima di tutte le altre, si allena nell’ombra da otto mesi, a settembre compirà 45 anni. La statunitense ha fatto, disfatto e rifatto la storia almeno un paio di volte, ma si è accorta di volere continuare a farne parte. Sono davvero sfortunati gli eroi che hanno bisogno del popolo, se gli eroi sono questi? Era il 2000, Madonna stava per uscire con uno dei suoi album più famosi, Music. Nell’estate della nostalgia ecco un altro deja-vu: l’artista, sette anni dopo il suo ultimo disco, il 3 luglio pubblicherà un nuovo album, Confession II. A proposito di madeleine e delle nostre estati migliori.