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Il Foglio sportivo - That win the best •
Tutti i meriti del Mondiale più inquinante della storia
Ma chissà quanta rabbia avrete voi italiani dopo aver visto la Bosnia contro la Svizzera in America
20 GIU 26

Foto Ap, via LaPresse
Uno dei pochi meriti di questo Mondiale finora è avere relegato le notizie di calciomercato talmente in basso nelle homepage dei giornali sportivi che quasi ce ne stiamo dimenticando. Mi riferisco naturalmente ai siti internazionali, dato che in Italia c’è poco da stare allegri, e dopo avere visto la roboante prestazione della Bosnia contro la Svizzera giovedì sera vi starete chiedendo perché, mezza sega per mezza sega, in America non sono volati gli Azzurri.
News di calciomercato quasi sparite, e persino il Guardian è stato costretto – immagino obtorto collo della folta quota pride in redazione – a mettere le notizie sui trasferimenti delle squadre femminili in un piccolo riquadro che si raggiunge scrollando l’homepage con il dito fino a sfiorare il tunnel carpale.
Bene, ma i meriti del Mondiale finiscono qui. Finalmente ci siamo levati dalle palle il primo turno, da sempre il più illusorio e menzognero, quello che fa bagnare gli storyteller che a ogni cosa anche insignificante che succede possono dire che “si è fatta la storia”, e possiamo cominciare a vedere match in cui le chiappe dei giocatori finalmente si strizzano.
Siamo onesti, il livello di calcio visto finora se la gioca con una cena take-away dal vietnamita rimasta sullo stomaco. Adesso che le cose si fanno serie dovreste prendere tutte le analisi che avete letto e sentito dopo le prime partite e usarle per le emergenze durante la passeggiata col vostro Terrier.
Non c’è una legge scritta ma molte volte chi ben comincia spesso la prende dove OMISSIS. Quindi occhio a Spagna e Brasile, per dire una banalità, e attenti anche a chi, dopo avere battuto i puffi all’esordio, si è illuso di avere una squadra fortissima. Mentre festeggio l’inizio del secondo turno di partite brindo anche al presenzialismo senza precedenti di Gianni Infantino: da sempre persona sensibile, il presidente della Fifa sta seguendo dal vivo un numero esagerato di partite del Mondiale (alcune, pare, addirittura in contemporanea), volando da una città all’altra con un umile jet privato messo a disposizione dalla Qatar Airways. E con tutte le critiche che si possono fare all’uomo che ha violentato il calcio moderno trasformandolo in un circo, naturalmente gli rompono i coglioni per le emissioni inquinanti dei suoi voli che, sommati a quelli obbligati delle squadre in gara, secondo gli ambientalisti di qualche think tank a caso trasformeranno questo Mondiale nell’evento sportivo “più inquinante di sempre” (ma è ovviamente colpa dell’America, dove come dicono quelli bravi “è tutto più grande”, anche le distanze). Per una volta che Infantino ne stava facendo una giusta.